Arte e pensieri di Osvaldo Contenti

un artista mostra e spiega le sue opere

COPPIA ALIENA

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Un’ardita tecnica mista (acrilico, china e pastelli) per separare nettamente le figure dallo sfondo e per “vestire” ogni soggetto di epidermidi o vesti aliene. Il tutto per comunicare, almeno visivamente, con una realtà altrimenti irraggiungibile.

LA NOTTE DEI RICORDI

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Ti coglie sempre di sorpresa la notte dei ricordi, con sfondi grigi e primi piani in bianco e nero, madidi degli interrogativi di ieri a cui solo oggi sai veramente rispondere.

 

“Riprenditi la tua vita” di Veronica De Laurentiis

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recensione di Osvaldo Contenti

 

Non è facile ripercorrere con fiducia il cammino della vita dopo aver incontrato ostacoli di ogni tipo che sulle prime appaiono insormontabili, da quelli legati all’autostima a quelli relazionali, dalle violenze subite al doversi ricostruire sul piano professionale ed economico. Ma Veronica De Laurentiis c’è riuscita. E in questo bel libro ci spiega come ha fatto, ponendosi l’obiettivo primario di mettere a frutto tale esperienza al servizio di tante persone che intendono uscire dal tunnel della sofferenza, anche se non sanno assolutamente da dove cominciare…

 

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La ricetta della BOLLA COSMICA

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Per preparare la zuppa di “BOLLA COSMICA” eseguite la seguente ricetta:

 

INGREDIENTI

 

- un esemplare pittorico di genere femminile

- una porzione periferica dell’insieme di Julia

- un’idea di multiverso q.b.

 

PREPARAZIONE

 

Preparate una specie di brodo primordiale emulsionando una porzione dell’insieme di Julia in una routine al pc. A parte, dipingete il solo volto di genere femminile e cospargetelo sino ad unirlo al fondo del frattale di Julia. Amalgamate e fate scaldare il composto nell’iperspazio di un forno a microonde. Infine, impiattando la “BOLLA COSMICA”, decoratela con un’idea di multiverso q.b.. Servite la zuppa ancora calda, preferibilmente con il sottofondo musicale de “Le Mille Bolle Blu” di Mina o “The Dark Side of the Moon” dei Pink Floyd.

 

 

"Coraline e la Porta Magica" di Henry Selick

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L’arte dei burattini senza fili

recensione di Osvaldo Contenti

 

Tratto dal pluripremiato ed omonimo romanzo di Neil Gaiman, “Coraline e la Porta Magica” è uno straordinario film d’animazione di genere fantastico, che il regista Henry Selick (Nightmare Before Christmas) ha girato in 3D e con la tecnica dello stop-motion. Il che significa che ogni singolo fotogramma è stato fotografato e montato in una sequenza di inquadrature che poi hanno creato l’illusione del movimento, per 24 immagini al secondo e per tutti i 100 minuti di durata del lungometraggio.

 

Un lavoro immane e del tutto manuale, reso ancor più gravoso dal fatto che i personaggi non sono delle creazioni digitali, ma dei pupazzi movimentati fotogramma per fotogramma, nei quali “Ogni ripresa è un’acrobazia”, come ha dichiarato, non senza soddisfazione, il capo animatore Travis Night

 

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COLORI INCANTATI

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C’è una nuova energia che mi pervade. E questa spinta al rinnovamento coinvolge anche la mia amata tavolozza. Che sembra proprio voler festeggiare assieme a me questa rinascita di emozioni visive, di colori incantati, di amore per la pittura in sé! Una pittura non più appesa all’attento come e perché, ma al dove e al quando si manifesta. Una pittura emozionale, quindi. Che attinge i suoi colori dalle sensazioni tattili, visive e auditive di una fonte diretta come l’inconscio e dall’istintività che ne è sorella carnale. Così, dipingere diventa un tuttuno con la natura che mi circonda, dove un motivo di campagna e un ritratto non hanno più niente che li divida, proprio come nell’opera di cui vedete un particolare.

N.B. Nell’immagine in basso ho raccolto le poesie che i poeti Gian Contardo Colombari, Valeria Catania ed Enzo De Pascale hanno voluto dedicare all’opera che ora contiene i loro pensieri.

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STOFFA 900 STILE VAMPIRESQUE

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Un tessuto ideale per foderare divani, poltrone, sofà e cuscini all’interno di salotti e dimore in stile Vampiresque. Su richiesta, sono disponibili le versioni con protezione “anti-blood”, repulsive di ogni versamento ematico e resistenti a unghiate e morsi accidentali. STOFFA 900, una scelta… sanguigna!

 

GIORNI MANOMESSI DI ROBERTO CECCARINI

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Quando la poesia sposa la metafisica
recensione di Osvaldo Contenti

Credo che Giorgio De Chirico avrebbe apprezzato molto le poesie di Roberto Ceccarini. Dico questo perché le liriche raccolte nel volume intitolato “GIORNI MANOMESSI”, pubblicato dalla casa editrice L’arcolaio di Gian Franco Fabbri, secondo me hanno delle fortissime attinenze con l’impianto metafisico dell’artista di Volos.
Infatti, tanto per cominciare, inizialmente entrambi gli autori rivolgono il loro sguardo verso il passato per confrontarsi col presente: De Chirico lo fece indirizzandosi verso i ruderi della classicità greca e romana, mentre Ceccarini, nel primo capitolo del libro, intitolato La guerra sparita, lo fa esaminando le macerie del secondo conflitto mondiale, i Giorni manomessi, quelli del titolo del libro, dove “i vivi cercano i morti”.    
Un impressionante abbrivio comune che poi si concretizza in analogie ancora più stringenti, in quanto il poeta di Latina sembra aderire perfettamente a certe raffigurazioni di Piazze e Torri rappresentate a suo tempo dal Maestro della metafisica...

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In Libreria e on line

Il volume di poesie “GIORNI MANOMESSI” di Roberto Ceccarini, con la prefazione di Giacomo Cerrai e le fotografie di Anna Di Prospero, pubblicato dalla casa editrice L’arcolaio di Gian Franco Fabbri, è acquistabile nelle librerie e on line all’indirizzo web: www.editricelarcolaio.it

 

SOQQUADRO

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Quest’opera esprime la caotica incertezza dei nostri giorni. Con un doppio di tutto: di doppie verità, di cattivi che giocano a fare i buoni, di saggi che vaneggiano, di profeti dell’altroieri, di meteore in odore di immortalità e di tristi giullari che si atteggiano a premier. Un tunnel confuso e caleidoscopico di cui non si intravede lo sbocco, la prospettiva. Ci vorrebbe un nuovo Pirandello per spiegare compiutamente questo patologico, borghese, insensato e autolesionista “gioco delle parti” in modo esaustivo. Ma purtroppo non c’è (o non si fa vedere). E quindi a un artista come me non resta che registrare e raffigurare una società messa a soqquadro da una tipica età di mezzo, vissuta con smanie troppo adolescenziali per convertirsi in qualcosa che assomigli anche lontanamente alla maturità, che tempi complessi come i nostri si meriterebbero.

N.B. L’immagine sottostante, variante dell’originale, raccoglie i versi che i poeti Valeria Catania ed Enzo De Pascale hanno voluto dedicare alla mia opera. Poeti che ringrazio per la loro squisita gentilezza.

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STAR TREK DI J.J. ABRAMS

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Il miglior Star Trek di tutti i tempi
recensione di Osvaldo Contenti

L’undicesimo episodio di STAR TREK, diretto da J.J. Abrams, è il migliore in assoluto di tutta la lunga serie cinematografica. Merito degli sceneggiatori Roberto Orci e Alex Kurtzman che hanno confezionato un prequel perfetto, ma anche del regista Jeffrey Abrams (Mission: Impossibile III, produttore di Alias, Lost e Fringe) che ha saputo dosare con eccellente maestria i momenti d’azione e quelli di riflessione, in cui i giovani Kirk e Spock, per la prima volta, ci svelano i loro difficili e turbolenti trascorsi.
Un importante e decisivo tassello iniziale, finora mancante, che non solo aderisce compiutamente alla saga fantascientifica ideata da Gene Roddenberry (andata in onda negli States sul canale NBC a partire dal  lontano 1966), ma che ora finalmente ci permette di stabilire il come e il perché di un legame tanto saldo tra due opposti: l’esuberante capitano della nave spaziale U.S.S. Enterprise James Tiberius Kirk e il logico e freddo ufficiale scientifico proveniente dal pianeta Vulcano…

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TORINO NERA di Massimo Russo

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Un melting pot di generi

recensione di Osvaldo Contenti

Torino Nera” è un film definibile come un crossover, una sorta di melting pot cinematografico, che al pari di certe contaminazioni musicali miscela generi molto diversi tra loro. Così, il regista Massimo Russo, unendo principalmente il genere noir a quello grottesco, con questo suo lungometraggio opera prima, nonostante il budget ridottissimo (circa 5000 euro), riesce nell’intento di sfornare una pellicola di ottima qualità, girata a Torino e dintorni, e con un nutritissimo cast di attori da far invidia anche alle produzioni più blasonate.

Un piccolo miracolo del “fai da te” cinematografico di marca indipendente. Che certo deve molto del suo valore alle indubbie capacità tecniche e alla caparbietà del regista, ma che non avrebbe sortito degli esiti così favorevoli se tra gli attori, alcuni di essi professionisti, non fosse prevalso l’intento di lavorare a titolo amichevole per tutte le riprese del film.

Ma, al di là di questo spirito collaborativo, è importante sottolineare che “Torino Nera” funziona già in fatto di sceneggiatura…

 

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Curiosità

 

Essendo un film indipendente, “Torino Nera” non dispone di una distribuzione cinematografica atta a veicolare la pellicola al pubblico del grande o del piccolo schermo. Per cui, il regista Massimo Russo è disposto ad accogliere le proposte degli addetti ai lavori che desiderino distribuire nell’intero territorio nazionale la sua opera prima. A tal fine, l’indirizzo a cui inviare le proposte è l’e-mail: info@torinonera.it

   

In Rete

 

Sito Ufficiale del film

http://www.torinonera.it/

 

Trailer su YouTube
http://www.youtube.com/profile?user=msrx08&view=videos

 

Url myspace

http://www.myspace.com/torinonera

 
Torino Nera è presente anche su Facebook come gruppo, profilo e fanpage
http://www.facebook.com/home.php#/pages/Torino-Nera/62138149563?sid=5f9b197646ff472cbeb36fbb8a516dd3&ref=search
 

 

BUCARE LA POLVERE di Katia Zattoni

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Quotidiani messaggi nella bottiglia

recensione di Osvaldo Contenti

“Sto sulla soglia e lascio / netti graffi di unghia / sul rosario delle esperienze / che ancora non vedo arrivare. / Dalle fauci voraci del tempo, / puzza di muffa e grumi di polvere / dal sapore d’unto ormai secco. / E intanto mi faccio bolla d’aria / nel mare che s’agita all’intorno”.

La poesia di Katia Zattoni che avete appena letto, intitolata Sto sulla soglia, è emblematica perché più di altre segnala l’indirizzo poetico a cui l’autrice aspira di rivolgersi per cercare di inoltrare una sorta di “messaggi nella bottiglia” (la metaforica “bolla d’aria” dei versi anzidetti).

Con la peculiarità che tali messaggi non si rivolgono a dei possibili e improbabili soccorritori, ma ad altri naufraghi della vita quotidiana, che al pari della poetessa sono come dispersi “nel mare che s’agita all’intorno”.

Perciò, nel volumetto di poesie “BUCARE LA POLVERE” (pubblicato dalla casa editrice L’arcolaio di Gian Franco Fabbri), d’un tratto è lampante scoprire che i destinatari di quelle  “missive poetiche” siamo tutti noi, consci o meno del fatto di esserci smarriti in un oceano di nonsensi verbali o di “sciattume rinvoltolato”, come scrive, con molta efficacia espressiva, la poetessa forlivese…

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In Rete

Sito della casa editrice L’arcolaio:
http://www.editricelarcolaio.it/

AFRICAN INFERNO di Piersandro Pallavicini

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Il razzismo di casa nostra

recensione di Osvaldo Contenti

Un vita divisa in due. Peggio, fatta a pezzi da una separazione coniugale che trasforma l’agiato Sandro Farina, il protagonista del romanzo, in un quasi diseredato. Per di più, squassato dai sensi di colpa per quell’unico errore commesso, dall’impossibilità di vedere l’amatissima figlia Chiara quando e come vorrebbe e da quello schifo di appartamento che condivide con due giovani laureati africani. Assieme ai quali, e con altri quasi fratelli dalla pelle scura, proverà sulla sua pelle il significato di termini come “intolleranza” e “razzismo”, che anche la ricca e operosa Pavia, aldilà del perbenismo di facciata, sa pronunciare con inaudito spregio dei diritti naturali di ogni essere umano.

Una feroce fotografia della provincia padana che Piersandro Pallavicini, all’inizio di questo diario in veste romanzata, ci butta in faccia con fare aggressivo. E con un linguaggio crudo, scarno, arrabbiato e nervoso molto simile a quello dell’“On the road” di Jack Kerouac, manifesto del “mal di vivere” della generazione anni 50 e della cosiddetta beat generation.

Ma con lo scorrere delle pagine di “AFRICAN INFERNO” (ed. Feltrinelli) la prosa, inizialmente un po’ troppo spontanea, si fa più attenta e ponderata, sciorinando un’analisi approfondita del profilo psicologico dei tanti personaggi che popolano le 331 pagine del romanzo.

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RITRATTO DI DACIA MARAINI

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Sono quasi le 21 e la serata è dannatamente ventosa. Dacia Maraini esce dal taxi e, istintivamente, serra subito il bavero della giacca per proteggersi da quello sferzante ponentino, mentre una selvaggia schiera di automobili sfreccia senza tregua alle sue spalle, lasciando sullo sfondo scie balenanti e contrastanti. Quell’immagine, seppur fuggevole, si proietta come un potente imprinting nella mia mente e l’abitudine a comporre dei ritratti mnemonici mi permette di archiviarla come una sorta di “fotografia cerebrale”. Poi, la scrittrice, riconoscendomi, sfodera uno dei suoi sorrisi migliori, mentre una Piera degli Esposti  particolarmente in forma affiora dal lato opposto del taxi. Ad entrambe rivolgo il mio caldo saluto di benvenuto dinanzi alla sede romana dell’Associazione Culturale “Massenzio Arte”, che proprio in quel momento apre i suoi massicci battenti, mostrando un giardino interno contrappuntato da anfore antiche e da un percorso di fiammelle su ciotole che compongono un incantevole e invitante ingresso alle sale dell’associazione. Dove, di lì a poco, si svolgerà  la presentazione di un nuovo libro della Maraini, intitolato “Un clandestino a bordo”, che Piera degli Esposti ci proporrà in lettura, scorrendone qualche pagina col suo solito, magico stile di grande attrice. La presentazione, da me ideata e organizzata, ha un grandissimo successo e sebbene il salone principale di “Massenzio Arte” sia molto ampio, oltre ai posti a sedere, tutti gremiti, si conta persino una nutrita corona di persone che pur di assistere a quel piccolo, grande evento si dispone a seguire in piedi quell’ora dedicata alla letteratura. Ovviamente sono raggiante per quel successo, ma già penso al ritratto mnemonico di Dacia Maraini che sarò pronto ad eseguire l’indomani mattina. Proprio il ritratto che ora state vedendo, realizzato a china e poi donato alla scrittrice, la quale si mostrò molto sorpresa di essere stata ritratta senza aver mai posato per me. Un piccolo “trucco d’artista” di cui siete tra i pochissimi a conoscere il segreto.

 

 

LE PAROLE DEL SORRISO

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Esistono delle persone capaci di parlare anche tramite un sorriso. Una forma di comunicazione non verbale, adesso un po’ in disuso, che abbassa istantaneamente ogni barriera psicologica fra trasmittente e ricevente. Un implicito invito al dialogo sotterraneo. Fatto anche di sguardi avvolgenti, di mani che spiegano, di gambe che indicano un luogo senza muoversi per raggiungerlo, di posture del corpo che accolgono l’ambiente circostante in un’armonia col mondo e chi lo abita che sembra quasi mistica e con un’aura del donarsi agli altri per quel che sono, senza chiedersi se chi si ha di fronte sarà ben disposto o meno a sorridere con la stessa apertura e leggerezza d’animo. Persone così esistono. Ed io sono sempre ammirato quando ne incontro qualcuna, per quella loro straordinaria capacità di ricordarci che, a volte, non serve alcuna parola per esprimere amore, perché basta anche un solo sorriso per farlo.

 

 

 

IL VECCHIO LIBERTARIO

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Un vecchio socialista libertario. Con una cultura immane e una capacità di sintesi che dopo non ho mai più riscontrato, neanche nei più grandi pensatori del nostro tempo. Capace di sviscerare i giorni della Comune di Parigi, il pensiero di Platone, di Tommaso Moro, di Owen e Proudhon, ma anche quelli di Bakunin, Hegel, Kant e Marx con summe e collegamenti chiarissimi. Tramite i quali, per la prima volta, grazie a lui, le trame storico-filosofiche del vecchio continente si presentavano dinanzi ai miei occhi ricomposte in una sorta di gigantesco puzzle, ma, finalmente, con tutte le tessere al loro posto! In uno spettacolare mosaico in cui anche le avanguardie artistiche del ‘900 non erano più manifestazioni isolate, ma lampanti figlie dirette di un’idea. Di un microcosmo di fatti, o di pure elaborazioni mentali, che poi avrebbero inciso direttamente nel macrocosmo culturale della vecchia Europa. Un’Europa che sembrava rispecchiarsi in ogni sua ruga, come se la Storia e la Geografia si fossero impresse violentemente sulla carne di quel volto scolpito da una sapiente, arguta e degnissima vecchiaia.

 

Mostri contro Alieni di Rob Letterman e Conrad Vernon

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Grafica anni ’50 in visione 3D!

recensione di Osvaldo Contenti

DreamWorks Animation, dopo i meritatissimi successi di “Shrek Terzo”, “Kunf Fu Panda” e “Madagascar 2”, amplifica la sua vocazione a percorrere le strade più innovative in fatto di Computer Generated Imagery, proponendoci un film d’animazione in visione tridimensionale che utilizza una tecnica di ultima generazione denominata InTru 3d.

Un’esperienza visiva esaltante, che in “Mostri contro Alieni” di Rob Letterman e Conrad Vernon viene abbinata ad una grafica stile anni ’50, la cui tipica stilizzazione sviluppa in modo caricaturale le sembianze di tutta la vastissima gamma di personaggi che popolano questo ennesimo, eccezionale lungometraggio d’animazione degli studios californiani.

Che neanche stavolta rinunciano a dissacrare alcune icone delle pellicole d’annata. Così, l’odierno Dott. Professor Scarafaggio ricorda l’uomo mosca de “L’esperimento del dottor K”, l’Anello Mancante, metà scimmia e metà pesce, fa il verso a “Il mostro della laguna nera”, mentre la Massa Gelatinosa B.O.B. richiama il film “Blob - Fluido mortale” e la larva alta cento metri, chiamata Insettosauro, si rifà chiaramente al nipponico e gigantesco “Godzilla”…

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VISIONI DAL FUTURO 2

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Di seguito potete leggere gli splendidi versi che Gian Contardo Colombari (http://buffalmacco.ilcannocchiale.it/) ha dedicato alla mia opera “Visioni dal futuro”, che qui vedete rielaborata in una versione con viraggio blu.

 

Verrà un tempo,

a distanza cronologica

inimmaginabile,

immisurabile:

non secoli,

non millenni,

forse eoni.

 

Verrà un tempo

che noi non vedremo

in questa nostra

e caduca forma vitale.

 

Verrà un tempo

in cui il noi di esseri

viventi in questa era,

in questa nostra epoca storica,

si sarà trasfigurato

nel noi dell’Umanità,

forse nel noi del continuo

reincarnarci.

 

Verrà un tempo

in cui gli uomini

si depureranno

del loro congenito egoismo,

della loro separazione

dai loro simili,

dagli altri,

dal resto degli esseri viventi,

dall’Universo.

 

Verrà un tempo

in cui l’evoluzione naturale

della nostra specie

produrrà mutamenti cromosomici,

osmosi meravigliose,

fusioni armoniche

di animale e vegetale,

 

in cui la nostra pelle

sarà dolce corteccia,

in cui i nostri arti

saranno rami prensili,

in cui i nostri capelli

saranno erba fluente nel vento,

in cui i nostri occhi e la nostra bocca

saranno teneri fiori,

sbocciati nel sorriso.

 

Verrà un tempo

in cui tutti gli esseri viventi

nuoteranno nello stesso humus vitale,

fondendosi e scindendosi di continuo,

dando vita a forme meravigliosamente

cangianti e diversificate,

a quadri naturali dai colori

variopinti, tenui e sfolgoranti insieme.

 

Verrà un tempo

in cui l’Umanità

si fonderà col Tutto,

partecipando del Tutto,

donando al Tutto,

ricevendo dal Tutto,

mantenendo la sua specificità

solo nell’armonia col Tutto.


Gian Contardo Colombari

Versi ispirati dal quadro “VISIONI DAL FUTURO” di Osvaldo Contenti e dalle frasi di presentazione dello stesso Pittore.

 

 

MADDALENA IL GRIDO DI DOLORE PER LA MORTE DI DIO

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L’itinerario della donna che amò il figlio di Dio

recensione di Osvaldo Contenti

Ispirata al romanzo “El Dio Dormido” di Fanny Rubio, la pièce “Maddalena – Il grido di dolore per la morte Dio”, diretta da Filippo d’Alessio, inanella con grande grazia e forza drammatica il monologo della Maddalena, interpretata da un’intensissima Maddalena Rizzi, a degli eccezionali e pertinenti inserti di ballo della danzatrice Simona Menturli (che rappresenta la Maddalena da giovane), per uno spettacolo che incanta gli occhi e l’ascolto dal primo all’ultimo minuto della rappresentazione…

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Appuntamenti a Teatro

 
Maddalena – Il grido di dolore per la morte Dio”, per la regia di Filippo d’Alessio, con Maddalena Rizzi  e Simona Menturli, sarà rappresentato in due teatri di Roma:

al Teatro Argot (Via Natale del Grande 27) dal 12 al 15 marzo. Info  06.5898111 – Sito web: http://www.argot.it/index.htm

al Teatro Tor Bella Monaca (Via Bruno Cirino) dal 17 al 18 marzo. Info 06.2010579 – Sito web: http://www.teatrotorbellamonaca.it/

 

 

LIVE! Ascolti record al primo colpo di Bill Guttentag

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La morte in diretta Tv

recensione di Osvaldo Contenti

Alla disperata ricerca di aumentare lo share e gli annessi introiti pubblicitari, la dirigente di un’emittente televisiva, Katy Courbet (Eva Mendes), concepisce un reality in cui il “gioco” della roulette russa decreterà la morte di uno dei concorrenti.

Una morte agghiacciante, in diretta televisiva, che “LIVE! ASCOLTI RECORD AL PRIMO COLPO”, a firma del regista Bill Guttentag, ci propone con un chiaro intento paradossale e provocatorio. Non tanto per ventilare l’ipotesi che ciò possa realmente accadere. Ma per avvertirci dei rischi di spettacolarizzazione del dolore che alcuni reality stanno effettivamente correndo, veicolando al pubblico televisivo dei format altamente morbosi, in cui è prevista tout court l’umiliazione pubblica di uno o più partecipanti di un tale programma, per una sorta di aberrante gogna mediatica che deve farci riflettere…

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Il ritratto di Shakespeare e Orazio Flacco

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Il ritratto in questione è a firma del pittore fiammingo Cornelis Janssen e sarebbe stato realizzato nel 1610, quando William Shakespeare aveva 46 anni. Secondo Stanley Wells, presidente del Shakespeare Birthplace Trust, questo sarebbe l’unico ritratto eseguito mentre il drammaturgo di Stratford-upon-Avon era ancora in vita. Un ritratto conservato per generazioni dalla famiglia dell’esperto d’arte Alec Cobbe, imparentata alla lontana con il mecenate del Bardo, Henry Wriothesley, conte di Southampton.
Fino qui la cronaca del ritrovamento. Ma vista la foto del ritratto pubblicata sul web, ingrandendola, nella parte superiore vi ho scoperto la scritta in latino: “Principum amicitias!”, che dopo una ricerca on line ho trovato attribuita a Orazio Flacco, precisamente nel libro II delle sue “Odi”, denominato “Carminum” (o “Carmina”, altrimenti detto), guarda caso dedicato a Gaio Clinio Mecenate, protettore sia di Ovidio che di Orazio. Una pura coincidenza? Oppure, come penso, l’autore del quadro, riferendosi all’opera di Orazio Flacco, ha voluto rimarcare il mecenatismo del conte di Southampton nei confronti di Shakespeare?

N.B. Il ritratto di Shakespeare sarà esposto alla mostra Shakespeare Found a Stratford-upon-Avon fino al 6 settembre 2009.

 

SGUARDI

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Astrarsi, per un attimo, dalle parole di una persona amica che ti parla di sé. Per concentrarsi sul suo sguardo, che molte volte ha il potere di raccontare 1000 cose in più di quanto non possano fare le parole! Poi, rammentare e “fotografare” quello sguardo, per fissarlo, ripetuto, su una tela. Che a sua volta racconterà altre storie di quella persona. Come se la stessa diventasse un libro scritto con i lemmi delle sue ombre, della sua bocca e dei suoi occhi. Come se fosse un logogramma scaturito da delle espressioni somatiche.

 

 

WATCHMEN di Zack Snyder

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Supereroi che cambiano la Storia!

recensione di Osvaldo Contenti

Watchmen è l’ennesima icona del mondo dei fumetti che viene traslata sul grande schermo. Quindi, nulla di nuovo, si potrebbe pensare. Ma non è così!

Perché stavolta ci troviamo di fronte ad un grande fumetto d’autore, dato che le firme dei suoi creatori inglesi, il disegnatore e artista Dave Gibbons e lo scrittore Alan Moore, che ne ha sempre curato i testi, vengono unanimemente collocate nell’Olimpo delle Graphic Novel internazionali.

Dove la sigla “G.N.” sta a sottolineare un tipo di fumetto simile alle caratteristiche di un romanzo, compresa l’ampiezza inusitata per degli albi relativi a dei comics. Albi che per quanto riguarda il Watchmen a fumetti assommano a sole 12 splendide pubblicazioni, curate dalla DC Comics (databili dal 1986), che ormai risultano pressoché introvabili.

 

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ASPETTANDO IL SOLE di Ago Panini

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Cinema dell’assurdo in scatole cinesi

recensione di Osvaldo Contenti

Il film “Aspettando il sole” si apre con la visione di un cielo notturno non trapuntato di stelle ma di lampioni stradali, che con la loro noiosa, infinita ripetitività sembra non debbano portare da nessuna parte.

Poi, da quel nulla incombente, pian piano affioreranno le insegne luminose dell’Hotel Bellevue e per i tre balordi che lo stanno raggiungendo in macchina quell’albergo rappresenterà una sorta di oasi nel deserto. Al contrario degli spettatori del film, per i quali sarà presto chiaro che la pochezza dell’esterno finirà per rispecchiarsi in ogni cliente dell’hotel.

Ed è con questo scenario di fondo, tra l’onirico e il surreale, che il regista Ago Panini, al suo primo lungometraggio, ci dispone a visitare ogni stanza occupata dell’albergo, alla scoperta di un’umanità compressa da piccole realtà, tutte racchiuse e intercomunicanti nelle scatole cinesi delle camere a pagamento.

 

Un tipo di script che concede al numeroso cast di attrici e attori (si veda la scheda del film) di muoversi con una certa autonomia attoriale, regalandoci numerosi brani, spesso monologanti, di grande forza espressiva…

 

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In Rete

Sito Ufficiale:

http://www.aspettandoilsole.it/HOME.html

Nel sito http://www.aspettandoilsole.it/,

tramite una sorta di gioco on line, si possono rimontare alcune scene del film.

Scheda film

“Aspettando il sole”. Regia: Ago Panini. Interpreti: Raoul Bova, Claudio Santamaria, Claudia Gerini, Vanessa Incontrada, Gabriel Garko, Giuseppe Cederna, Corrado Fortuna, Rolando Ravello, Thomas Trabacchi, Bebo Storti. Produzione:  laCasa e Mikado Film. Distribuzione: Mikado Film. Durata: 96 minuti.

 

STUDIO PER UN TAPPETO-MANDALA

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Per questo studio mi sono ispirato ai Mandala buddisti. Anche se non professando quella fede ne ho tratto solo il simbolismo inerente al ciclo, o viaggio iniziatico, che tramite quella raffigurazione premetterebbe, secondo un’antichissima credenza spirituale, di procedere mano a mano a stadi superiori di crescita e di conoscenza interiore. Poi, da solito monellaccio, mi sono concesso altre due “licenze espressive”, cioè quelle di: 1) circoscrivere il “tappeto-mandala” in un rettangolo, invece che in un quadrato e in un cerchio ad esso inscritto, com’è di prassi; 2) non aver alcuna intenzione di distruggere il mandala una volta ultimato, che come il girotondo dei bambini dovrebbe sciogliersi e dissolversi lasciando memoria di sé come puro atto simbolico. Per cui, a questo “tappeto-mandala” prettamente occidentale, non rimane che la propensione (o forse, l’illusione) di ispirarsi all’originale di concezione buddista solo per quanto concerne il rinnovamento creativo di un nuovo “ciclo” che dovrebbe prendere il posto di quello che l’ha preceduto.

 

Stagioni di vita di Maria Lucia de Pinto

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Dall’Autunno della malattia all’Estate della speranza

recensione di Osvaldo Contenti

Un libro intenso, vero ed educativo come pochissimi altri. Un’analisi profonda di una doppia condizione, quella di una donna medico-primario di radiologia che svolge la sua normale attività in diversi ospedali, ma che d’un tratto scopre di essere afflitta da una rara e grave malattia che la costringerà in carrozzina.

Due percorsi di vita, drammaticamente interlacciati, che ci vengono raccontati in prima persona, con minuzia di particolari e senza lasciare nulla all’immaginazione, proprio dalla protagonista di questa duplice vicenda, la Dott.ssa Maria Lucia de Pinto.

Che sin dalle prime pagine del libro, senza mai piangersi addosso, affronta a viso aperto ogni avversità, non lesinando critiche nemmeno nei confronti di qualche collega poco etico, reagendo alla malattia con grandissimo carattere, nonostante le indicibili sofferenze che il suo corpo e la sua psiche sono costrette a sopportare.

Per cui, “Stagioni di vita” (Città Aperta Edizioni), con grande semplicità e chiarezza, pian piano si disvela come una sorta di diario. Ma un diario aperto a tutti, perché il mondo esterno possa comprendere il labile confine tra sanità e malattia e quanto tutti noi abbiamo da imparare dall’una e dall’altra condizione, non dimenticando che entrambe le situazioni esigono da parte nostra la stessa dose di rispetto…

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Acquisto del libro on line

Ibs.it

http://www.ibs.it/code/9788881373758/de-pinto-m-lucia/stagioni-vita.html

libreriauniversitaria.it

http://www.libreriauniversitaria.it/stagioni-vita-de-pinto-lucia/libro/9788881373758

Sito dell’editore

Città Aperta Edizioni: http://www.cittapertaedizioni.it/

 

RITRATTO DI VALENTINA

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Valentina con gli occhi neri come la notte. Valentina che disegna e confeziona i propri vestiti, di velluto nero e bordature di colori cangianti, da sé. Valentina con un trucco stinto giallo-verde, che in questo ritratto ho raffigurato con tratti elementari, emergenti dall’unica lampadina che ne rischiarava il volto. Un volto con un’espressione quasi assente dal mondo circostante, che eppure esprime una tenera e malinconica armonia con un enigmatico divenire.

 

IL GOLEM

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Oltre a Torino, in Europa, è Praga che detiene il primato di “città magica”. E infatti è proprio nell’attuale capitale della Repubblica Ceca che nasce l’affascinante mito del Golem, un essere d’argilla a cui un rabbino infonde la vita tramite delle formule cabalistiche. Quindi era fatale che, una volta o l’altra, dato il mio interesse per l’esoterismo, decidessi di rappresentarlo artisticamente. Naturalmente a modo mio, raffigurando il sorgere del Golem in una terra lontana ed esotica che, nella mia immaginazione, ha uno stretto legame di continuità con la moderna Trilogia dei Robot di Isaac Asimov.

 

LA POETESSA CARLA DE BELLIS AL CAFF LETTERARIO

LA POETESSA CARLA DE BELLIS E IL SINDACATO NAZIONALE SCRITTORI PROTAGONISTI DELLA RASSEGNA SINERGIE D'ARTE AL CAFFÈ LETTERARIO
 

Gentili amici,
eccoci a voi per ricordarvi il nostro prossimo appuntamento settimanale al Caffè Letterario di Roma per la rassegna "Sinergie d'Arte", ciclo d'incontri di poesia, arte visiva e musica, a cura di Autori Online.
Mercoledì 25 febbraio, alle ore 18, sarà presentato il libro di Carla De Bellis "Le perle di Endimione - Versi in forma di Haiku" (Edizioni Empiria, 2008). Interverrà il poeta Francesco De Girolamo; musiche originali al Dulcimer: Pino Mereu.
L'iniziativa godrà del patrocinio del Sindacato Nazionale Scrittori nonchè del sostegno delle Biblioteche del Comune di Roma, ed in particolare della sede delle Biblioteche ubicata all'interno del Caffè Letterario.
Come sempre, l'incontro sarà arricchito dal reading poetico dei poeti presenti in sala, la cui Antologia è in corso di pubblicazione a cura delle Edizioni Artescrittura.
Dalle stesse Edizioni Artescrittura sarà inoltre pubblicata l'antologia del Premio letterario online POESIA SOCIALE E DELLA PACE. La scadenza per l'invio dei testi è il 28 febbraio. Se volete partecipare alla selezione, dovete inviare le vostre poesie (naturalmente in tema con l'oggetto del concorso) alla casella di posta elettronica: artescrittura@gmail.com
Vi attendiamo dunque al Caffè Letterario, via Ostiense 95, Roma, ingresso libero.
 
FONTE:

Giancarlo Bruschini, Massimo Nardi
Sinergie d'Arte - Autori Online
http://www.autorionline.org

 

ARIA LAICA Milano, 17 febbraio 2009

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Desideriamo invitarVi a partecipare all'incontro "ARIA LAICA" per respirare tutti e tutte, organizzato per la nascita della Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni, alla quale ha aderito anche l'Associazione La Conta, che avrà luogo martedì 17 febbraio 2009 alle ore 21,00, alla sala Alessi di Palazzo Marino,  in Piazza della Scala 2 a Milano.

Parteciperanno all'incontro Vittorio Angiolini, costituzionalista, Francesco Dambrosio, medico ginecologo, Marilisa D’amico, giurista,  Roberta De Monticelli, filosofa, Marianella Sclavi, sociologa, Mina Welby  e, con un contributo in video, Moni Ovadia.  Conduce: Gianni Barbacetto.

Durante l’incontro sarà presentata la Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni, una associazione di oltre venti associazioni di diverso orientamento, che hanno deciso di promuovere un lavoro comune, affinché venga riconosciuto il primato della libertà di scelta e di coscienza individuale sui temi “eticamente sensibili”, contrastando l’approvazione di leggi che tendano a imporre a tutti la stessa morale. La scelta di svolgere la prima uscita pubblica il 17 febbraio, anniversario sia della morte di Giordano Bruno sul rogo (1600) sia della concessione dei diritti civili ai valdesi ed agli ebrei (1848), ovviamente non è casuale. 

La Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni è una associazione di associazioni (vedi volantino allegato) ispirate a diverse concezioni del mondo, e si propone di diventare luogo di scambio e di confronto per coloro che operano in difesa della laicità delle istituzioni.

In Italia crescono le pressioni, sopratutto  della chiesa cattolica, per stravolgere la laicità dello Stato, mentre altre visioni del mondo subiscono uno soffocamento politico e mediatico. La Consulta  intende operare  - attraverso iniziative di informazione e formazione - per le pari dignità e libertà di espressione, contrastando privilegi e fondamentalismi. a laicità è al tempostesso  valore e metodo, essendo volta a difendere uno spazio pubblico neutro, comune atutti i cittadinie le cittadine, indipendentemente dalle loro convinzioni  etiche o religiose, come dettano  la Costituzione italiana e la Carta dei Diritti  Umani. La Consulta intende battersi affinchè  venga riconosciuto  il primato di libertà di scelta e della coscienza individuale  sui temi "eticamente sensibili" opponendosi all'approvazione di leggi che tendano a imporre a tutti la stessa morale. 

FONTE: Associazione La Conta (laconta@interfree.it)

 

 

MILANA: OMBRE CECENE - Torino, 19 febbraio 2009

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Almateatro al Museo diffuso della Resistenza della Deportazione della Guerra

Fonte: Emanuela Bernascone Ufficio Stampa: info@emanuelabernascone.com

Giovedì 19 febbraio 2009 al Museo diffuso della Resistenza della Deportazione della Guerra, dei Diritti e della Libertà, Almateatro propone la lettura di “Milana: ombre cecene” di Roberta Cortese.

Il testo, con la regia di Gabriella Bordin, affronta un aspetto particolare della guerra cecena, ovvero il ruolo che in essa le donne cecene, volenti o nolenti, hanno finito per assumere, sia esso quello delle tristemente note “black widow” (le donne kamikaze), quello di vittime della violenza o quello di costruttrici di pace. Milana, la protagonista, è una delle tante donne cecene. Come tante altre, è in pena per il fratello scomparso nel nulla; come alcune altre, riesce a trovarlo e liberarlo pagando un riscatto; come solo poche, si interroga sul proprio destino, cercando attivamente una soluzione per sé e per il proprio paese.
Sulla sua vicenda aleggiano altre ombre, fantasmi di due donne realmente esistite: Luiza è una delle prime attentatrici suicidi cecene, e infine Kheda altri non è che Elza Kungaeva, la giovane vittima del famigerato colonnello Budanov.  In un intreccio di storie di ordinaria violenza, nella contrapposizione di potere duro della lotta all’oppressore e potere morbido della ricerca del dialogo, resta aperta la domanda sulle possibilità di una pace futura.

MILANA - ombre cecene
di Roberta Cortese
19 febbraio - h. 20.30
Museo diffuso della Resistenza, della Deportazione,
della Guerra, dei Diritti e della Libertà
C.so Valdocco 4/a – Torino

 

 

Il genio di Antoni Gaud

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L’architetto catalano Antoni Gaudì, morto nella sua Barcellona il 10 giugno del 1926, anche a distanza di quasi un secolo dalla sua dipartita, rimane l’esempio più fulgido di indipendenza dai dettami del razionalismo, e non solo. Infatti, soprannominato dai suoi concittadini barcellonesi “l’architetto di Dio”, egli fece del misticismo l’architrave di un’architettura che definerei “onirica”, capace di parlare al cuore degli uomini mediante materiali poveri: ceramica, pietra, ferro e vetro, che sorretti dalla spinta della spiritualità si innalzarono a emblemi di un Dio tra la gente, seppur svettanti verso l’infinito come le guglie della Sagrada Familia, l’opera più significativa (e non ancora ultimata) del geniale architetto spagnolo. A cui rendo omaggio con dei surreali giochi fotografici di smontaggio e rimontaggio computer grafico delle più celebri strutture architettoniche a firma del Nostro.

Per saperne di più

http://www.spain.it/gaudi.html

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CURVATURA SPAZIO-TEMPO

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A furia di leggere libri e articoli scientifici, di cui vado ghiotto, mi sono venute delle strane idee sulla cosiddetta “curvatura spazio-tempo”. E dato che il signor Einstein teorizzò che la massa di un corpo celeste, ad esempio quella di una stella, sarebbe capace di curvare i fotoni, mi sono chiesto se tale forza sarebbe in grado di rallentare anche l’orologio del tempo, consentendoci di vivere più a lungo e magari (speranziella) di fare un bel viaggetto nel passato! E in tal caso prenoterei subito un appuntamento con Mastro Leonardo o Mastro Caravaggio! No, pensandoci, forse il Merisi sarebbe meglio di no, perché mi risulta che fosse alquanto irascibile! Ma a parte i voli pindarici relativi ai possibili incontri con i Maestri dell’Arte, nell’opera digitale che vedete ho cercato di immaginare una sorta di “risucchio” tra le maglie del tempo, un attimo prima che questo si concluda tra i flutti di una qualche onda gravitazionale.

 

MAR NERO di Federico Bondi

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Un gioiello della nuova cinematografia italiana

recensione di Osvaldo Contenti

Questo film ha moltissimi pregi, di regia, attoriali e di sceneggiatura, ma è soprattutto grazie al tema di estrema attualità che affronta, cioè il rapporto tra un’anziana signora italiana e la sua giovane badante romena, che la pellicola decolla decisa, puntando verso quel cinema di qualità la cui direzione era stata troppo spesso smarrita nell’ambito dell’odierna produzione filmica italiana, come se la nostra cinematografia avesse perso fiducia in se stessa.

E anche se è presto per dire che con “MAR NERO”, opera prima di Federico Bondi, il cinema italiano avvierà un’inversione di tendenza, è altresì chiaro che il regista fiorentino fornisce l’esempio di come si possa optare per un cinema maturo, senza nulla togliere all’intensità di una pellicola.

Un’analisi di fondo che trae spunto principalmente da una geniale atout giocata da Bondi: l’aver chiamato una Signora del Teatro come Ilaria Occhini (che lavorò, tra gli altri, con registi del calibro di Luchino Visconti, Giuseppe Patroni Griffi e Luca Ronconi) a interpretare il personaggio-chiave di “MAR NERO”, l’anziana signora Gemma. Una carta preziosissima che, giocata sul tavolo  di un’interpretazione ad altissimo livello, pone le basi per un gioco attoriale di finissima fattura, in quanto il contraltare di Gemma è la giovanissima Angela, la badante romena, interpretata da una sorprendente Dorotheea Petre.

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STANZE DEL VIAGGIATORE VIRALE di Giovanni Turra Zan

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Percorsi seducenti dentro pagine taglienti

recensione di Osvaldo Contenti

 

Il tema del viaggio, esterno o interiore che sia, è presente in ogni pagina di questo affascinate ma insidioso libro di poesie.

Affascinante perché leggendolo agiremo da semi-clandestini, in quanto il poeta Giovanni Turra Zan non prevede alcun biglietto omaggio o sconto particolare per i viaggiatori-lettori. Il viaggio, insomma, andrà meritato e non consumato. E con un posto non accanto al finestrino panoramico, ma sul predellino della vita, o magari attaccati all’ultima carrozza di un treno che rasenta il vuoto, il che costituirà l’insidia di questo tragitto poetico.

Ora, però, non abbiate paura, perché l’autore ogni tanto ci darà una benevola occhiata, tendendoci la mano proprio quando rischieremo di perderci o di cadere nel vuoto di cui sopra.

Già, il vuoto. Proprio quello che abbiamo tutto attorno, ma che spesso non riusciamo a vedere perché coperto ad arte da delle smisurate concessionarie di auto, da megamanifesti pubblicitari e da hotel a cinque stelle sontuosi fuori e caduchi dentro.

Un sistema di voluttuose e stratificate paratie per celare il nulla che regna sovrano, ma che il poeta sa disvelare non solo all’esterno ma anche all’interno di noi stessi.

 

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Sito della casa editrice L’arcolaio di Gian Franco Fabbri:
www.editricelarcolaio.it

 

"RUMORI DAL SOPPALCO": le lectio magistralis di MARIANNA, MARIA e FRANCESCA

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Sino a ieri non avrei mai immaginato che una comunità virtuale come Facebook avesse la capacità di trasformarsi in una sorta di “salotto culturale”, da cui attingere riflessioni e analisi atte ad aprire un dibattito aperto e approfondito su una qualsiasi questione. Ma con gli interventi di MARIANNA MICHELUZZI, MARIA PEZZICA e FRANCESCA BERTOLDI, relativi al commento critico di una mia opera intitolata “RUMORI DAL SOPPALCO”, devo ammettere di essermi sbagliato. Quindi, propongo a tutti e tutte di seguire l’esempio delle Signore anzidette, affinché le potenzialità di ogni community diventino non solo un’occasione di svago, ma anche una concreta possibilità di interagire con altri e altre, per parlare di cultura con il linguaggio di tutti i giorni, dove TUTTI E TUTTE hanno diritto di parola!

Intanto, vi invito a leggere i commenti di cui vi ho già accennato.

MARIANNA MICHELUZZI (http://marianna06.blog.lastampa.it/il_mio_weblog/): Per me, carissimo Osvaldo, l’ordine della superficie viene sconvolta dal cambiamento valoriale cui tutti oggi siamo sottoposti. Se un tempo il nostro percorso era piano e rettilineo, oggi sappiamo che s’incontrano bozzi , ostacoli, curve da affrontare e superare. Chi è che comprende, meglio e prima, tutto ciò? La donna. Infatti la tua figura umana è un’immagine femminile. Perchè? Perchè è la donna che crea la vita. Lei ha con la creazione un filo diretto. Coglie istintivamente ciò che l'uomo intuisce con il pensiero e poi razionalizza. Lei, la donna, lo sa prima. Anticipa nel tempo.

MARIA PEZZICA (http://www.artinvest2000.com/maria_pezzica.htm): La realtà che supera la realtà umana, che sta al di sopra della realtà terrena, superiore ai sensi, alla ragione umana, supera, oltrepassa, passa i limiti, conquista, trascina la realtà umana a pensare a quella realtà. La figura femminile indaga se stessa, cerca la sostanza, cioè l’universalità, l’infinito, sente l’ascesa che lo spirito compie. Io quando dipingo indago me stessa, cerco la sostanza, cioè l'universalità, l'infinito. L'ascesa che lo spirito compie all'universalità implica il superamento del particolare, ossia dell'individuo. Occorre giungere all’arte che splende di pura realtà. Un’arte connessa alla necessità di una vita moderna, di una vita cioè rivoluzionariamente nuova che cerca la sostanza.

FRANCESCA BERTOLDI (http://www.francescabertoldi.com/): Progettazione dello spazio con una concezione metafisica, una visione intimistica dove la presenza della donna è un tuttuno con la struttura in un insieme complesso di elementi: il soppalco, il cielo, il vuoto, la terra ferma . Nella profondità metafisica si intuisce un bisogno di redenzione scaturita dall’inconoscibilità dell’estensione del confine, una tensione al divino. La donna ascolta rumori provenienti dall’Alto, impossibili da udire in una condizione di oscurità, per meglio dire terrena, che è perdita, che è sostanzialmente limite. La donna è quindi una con il limite stesso, senza sgomento, con una idea improvvisa di libertà, selvaggia, indipendente. Il paradosso. Il limite osservato dal basso si trasforma in spazio illimitato. Ella non desidera confondere l’ordine delle cose ma assolvere l’anima. E lo spazio raccoglie un significato sottile, inusuale.

REPLICA DI OSVALDO:

MARIANNA privilegia il tema del “filo diretto” che le donne, creatrici di vita, hanno col divenire e quindi con qualsiasi cambiamento che preavvertono, perché già potenzialmente “in loro”, a differenza degli uomini che debbono compiere l’ardua fatica di razionalizzare per riuscire a capire. MARIA, invece, parte dalla propria esperienza di artista per “indagare se stessa”, e così facendo indaga anche l’opera in sé, che a suo avviso rappresenta il superamento del particolare (dell’individuo) che ambisce a congiungersi al concetto di universalità. Infine, FRANCESCA parte dall’osservazione del piano metafisico per proporci una donna battagliera, che tramite un anelito ispirato alla libertà personale è ben consapevole del cambiamento in atto, che sa di poter controllare e tradurre con le armi della propria intelligenza e intrinseca natura.

IN CONCLUSIONE, un trittico di analisi di donne diversissime tra loro, che eppure esprimono un palese DENOMINATORE COMUNE: la capacità delle donne di aderire a qualsiasi “rivoluzione” in atto, in forza della “metamorfosi” potenzialmente già esistente in tutte loro. Non male come lezione. Voi che ne dite?

 

CYBORG col bellissimo commento di FRANCESCA BERTOLDI

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FRANCESCA BERTOLDI (http://www.francescabertoldi.com/) osservando "CYBORG" aveva scritto:

"in realtà ammirando l’opera mi sento trasportata oltre il tempo e lo spazio e vagheggio di mondi paralleli...divisi dal nostro da una sola sottile barriera all’apparenza simile a vetro, ma al tatto morbida, setosa…e mi avvicino, appoggio le mani...lei è più alta di me...incontro il suo sguardo, un misto di stupore e inquietudine ci assale. lei e me".

E io, rileggendo quello splendido commento, ho deciso di fondere le parole di Francesca con la mia opera che tanto l'ha ispirata. Grazie davvero, Francesca! Osvaldo :O) 

        

 

OMAGGIO A WILLIAM BLAKE

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Una Divina Immagine
 
La Crudeltà ha Cuore Umano
E Volto Umano la Gelosia
Il Terrore, l’Umana Forma Divina
E Veste Umana la Segretezza
La Veste Umana, è Ferro forgiato
La Forma Umana, un’incandescente Forgia
Il Volto Umano, una Fornace sigillata
Il Cuore Umano, la sua Gola famelica.

 

William Blake, Songs of Experience,
traduzione di A. Buccianti

 

Questa poesia di William Blake, sin dalla prima lettura, mi ha sempre suscitato una grande inquietudine, perché in essa ho immediatamente ravvisato la vera, profonda e inconfessabile natura umana. Per questo ho sentito l’esigenza di rappresentarla artisticamente, con un’immagine graffiante e disturbante che non lascia dubbi sulla bestiale natura dell’Uomo. Qualcuno vuole aggiungere un ulteriore commento?

 

Lacqua pubblica diventata una merce privata

H2O ACQUA IN BOCCA: VI ABBIAMO VENDUTO L'ACQUA

di Rosaria Ruffini

Mentre nel paese imperversano discussioni sul grembiulino a scuola, sul guinzaglio al cane e sul flagello dei graffiti, il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell'acqua pubblica. Il Parlamento ha votato l'articolo 23 bis del decreto legge 112 del ministro Tremonti, che afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell'economia capitalistica.
Così il governo Berlusconi ha sancito che in Italia l'acqua non sarà più un bene pubblico ma una merce, e quindi sarà gestita da multinazionali (le stesse che possiedono l'acqua minerale). Già a Latina la Veolia (multinazionale che gestisce l'acqua locale) ha deciso di aumentare le bollette del 300%. Ai consumatori che protestano, Veolia manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori. La privatizzazione dell'acqua che sta avvenendo a livello mondiale provocherà, nei prossimi anni, milioni di morti per sete nei paesi più poveri.  L'uomo è fatto per il 65% di acqua, ed è questo che il governo italiano sta mettendo in vendita. L'acqua che sgorga dalla terra non è una merce, è un diritto fondamentale umano e nessuno può appropriarsene per trarne illecito profitto. L'acqua è l'oro bianco per cui si combatteranno le prossime guerre. Guerre che saranno dirette dalle multinazionali alle quali oggi il governo, preoccupato per i grembiulini, sta vendendo il 65% del nostro corpo. Acqua in bocca.

Per approfondire

Parlamento italiano

http://www.parlamento.it/leggi/08133l.htm

Sito acquabenecomune.org:

http://www.acquabenecomune.org/

Associazione Le Tribù:

http://www.letribu.it/attivita_cap.asp

Officina politica.it

http://www.officinapolitica.it/trans/080811acq.pdf

 

100 IDEE PER LA CULTURA A MILANO

Ricevo e con molto piacere pubblico il seguente comunicato stampa. FONTE: esterni media@esterni.org

Martedi 27 gennaio prima riunione per il comitato dei piscinella

Sono sempre più numerosi i partecipanti al contro comitato per la cultura che si riunirà per la prima volta martedì 27 gennaio, alle 18:30,  presso la Palazzina di Via Paladini 8 (vedi foto). Il contro comitato per la cultura è stato lanciato da esterni in risposta alla commissione dei 30 saggi convocata dall'assessore Finazzer Flory, in cui è difficile trovare qualcuno al di sotto di 40 anni.
esterni ha invitato a partecipare molti esponenti della cultura milanese, tutti con meno di 40 anni. I piscinella (in italiano “piccoletti”) sono già all’opera e stanno elaborando le loro proposte per la cultura a Milano.
Durante la serata, aperta a tutti, verrà  distribuito un libricino con le prime idee e ne verranno raccolte molte altre, che saranno presentate all’assessore Massimiliano Finazzer Flory, invitato a partecipare all’incontro, e ai trenta saggi del comitato ufficiale.
Dalle 20.30 si apre il bar-trattoria, su prenotazione a info@esterni.org.
I piscinella
La proposta di esterni, nata come una provocazione poco più di una settimana fa, ha già raccolto molte adesioni e suscitato profondo interesse nei giovani esponenti della cultura milanese che sono stati coinvolti.
Il gruppo è in costruzione e la lista in continuo aggiornamento; questi i primi nomi che hanno aderito:
 
Andrea Amichetti,Ricciarda Belgiojoso,Raffaella Bendinoni, Alessandro Beretta, Gentucca Bini,  Fabio Carboni, Olmo Cardozo, Elisabetta Caregnato,Lorenzo Citterio, Giuseppe Cordaro, Carlotta Cossutta, Painè Quadrelli, Andrea De Andrea, Francesco De Meo, Marco Geriminario, Davide Giannella, Carlotta Iesi, Isabella Inti, Firouzeh Khosrovani, Lucio Lazzara, Matteo Marchetti, Alberto Masetti,  Elena Parasiliti, Giovanni Pesce, Giovanni Petrini, Marco Pipparelli, Dante Placato, Matteo Poli, Laila Pozzo, Clementina Rizzi, Federico Rizzo,  Matteo Saltalamacchia , Luca Santaniello, Andrea Segre, Marco Sergi, Serena Sinigaglia,Ombretta Saracino, Annalisa Turroni, Alessandro Uccelli, Max Villani
 

Perché un contro comitato

Non è solo a Milano che le giovani generazioni faticano a mettersi insieme e a trovare spazi.
Il problema accomuna tutte le grandi città italiane e in generale il sistema culturale del nostro paese.
La proposta di esterni nasce come una provocazione, ma intende arrivare alla formulazione di proposte concrete per quella che l’Assessore ha definito “liberazione della cultura” e a creare un momento di ritrovo e di confronto presso la propria sede.
All’appuntamento verranno invitati anche l’Assessore e i suoi 30 saggi.
Per i piscinella sarà innanzitutto un’occasione di incontro interdisciplinare, punto di partenza per ripensare insieme la città.
Sono musicisti, critici, organizzatori, sportivi, grafici, registi, artigiani, giornalisti, pubblicitari, creativi, fotografi, cuochi, disegnatori, architetti, scrittori, imprenditori, intellettuali…un gruppo in continua evoluzione.
Sono in preparazione altri due comitati di “saggi”, uno sotto i 20 anni (i bei fioeu) e uno di bambini (i piscinitt).
                                                                
La prima riunione del contro comitato è aperta a tutti ed è in programma martedi 27 gennaio, alle 18.30 nella sede di esterni, in via Paladini 8 a Milano.
 

Ufficio stampa esterni
tel/fax 02 713 613
via Paladini, 8
20133 Milano
www.esterni.org
media@esterni.org

 

AMORINO, UN DISEGNO GIOVANILE

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Da giovane studentello del Liceo Artistico, dopo le 4-6 ore giornaliere passate davanti al cavalletto di un’aula scolastica, non vedevo l’ora di uscire da scuola per… continuare a dipingere e disegnare! Sì, perché a due passi dal palazzo del liceo, svoltato l’angolo, in fondo a Via della Conciliazione, c’era e c’è una chiesetta chiamata “Basilica di San Pietro”, che mi attizzava molto più di una bella ragazza! Eh sì, perché là dentro c’era il mio Vero, Grande Amore: Signora Arte, bellissima, con quegli occhioni voluttuosi e sensuali capaci di darmi i brividi solo a pensarci. E una volta all’interno della Basilica, piegando un po’ a destra, c’era il mio appuntamento fisso con una celebre coppia marmorea, quella de La Pietà, di un certo Michelangelo. Dinanzi a quel capolavoro, i primi minuti li passavo a studiarlo visivamente, a contemplarlo, a perdermi letteralmente in esso. Poi, raggiunta la “trance” artistica, tiravo fuori il mio blocco da disegno, riproducendo l’opera michelangiolesca ogni volta da un’angolazione diversa e con le tecniche più disparate. Col risultato, certe volte addirittura imbarazzante, che il drappello di turisti assiepati dinanzi all’opera del Buonarroti finiva per guardare più la mia riproduzione che l’originale! Risultato: la vendita di quei miei disegni andava a gonfie vele! E ai turisti potevo chiedere la cifra che mi pareva: 20, 30, 50 mila lire, che, nel ’69, per un ragazzino di 13 anni, non erano cifre da poco. Ma preso dalla smania di avere una certa indipendenza economica, vendetti ogni disegno mano a mano che lo eseguivo. Un’immane cazzata! Della quale ora mi pento amaramente, perché di quel periodo mi sono rimasti solo 2 disegni! Uno dei quali è quello che vedete allegato a questo post, il semplice schizzo di un amorino, che dovetti nascondere alla vista di una turista inglese, la quale ci rimase malissimo! Mi spiace per lei, signora, ma mai come adesso mi rendo conto che certe emozioni non hanno davvero prezzo.

 

Keep up the good work, Mr. President!

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...I have a dream that one day this nation will rise up and live out the true meaning of its creed: "We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal."

I have a dream that one day on the red hills of Georgia, the sons of former slaves and the sons of former slave owners will be able to sit down together at the table of brotherhood.

I have a dream that one day even the state of Mississippi, a state sweltering with the heat of injustice, sweltering with the heat of oppression, will be transformed into an oasis of freedom and justice.

I have a dream that my four little children will one day live in a nation where they will not be judged by the color of their skin but by the content of their character.

I have a dream today!

 

Martin Luther King, delivered 28 August 1963, at the Lincoln Memorial, Washington D.C.

 

…Io ho sempre davanti a me un sogno, che un giorno questa nazione si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni: “Noi riteniamo ovvia questa verità, che tutti gli uomini sono creati uguali.”

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli di coloro che un tempo furono schiavi e i figli di coloro che un tempo possedettero schiavi, sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza.

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno perfino lo stato del Mississippi, uno stato colmo dell’arroganza dell’ingiustizia, colmo dell’arroganza dell’oppressione, si trasformerà in un’oasi di libertà e giustizia.

Io ho davanti a me un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere. Ho davanti a me un sogno, oggi!

 

Dal discorso di Martin Luther King, il 28 Agosto del 1963, davanti al Lincoln Memorial di Washington.

 

Premio online Poesia sociale e della pace

Premio online “Poesia sociale e della pace”

indetto da Autori Online - Community dei creatori d’arte e cultura

con la collaborazione di Poeta Online e delle Edizioni Artescrittura

 

BANDO DI CONCORSO

 

1. Il Premio letterario online “Poesia sociale e della pace” è indetto da Autori Online - Community dei creatori d’arte e cultura con la collaborazione di Poeta Online e delle Edizioni Artescrittura.

2. Il Premio è dedicato alle poesie in lingua italiana liberamente ispirate ai temi della solidarietà, della fratellanza e della pace, per attestare la sensibilità dei creatori d’arte e cultura nei confronti di questi valori ineludibili dello spirito umano.

3. Ogni autore potrà concorrere con un massimo di cinque poesie inedite, di non più di trenta versi ciascuna. La partecipazione al Premio è a titolo gratuito.

4. Le poesie dovranno essere spedite per posta elettronica, entro il 28 febbraio 2009, all’indirizzo e-mail

 

artescrittura@gmail.com

(l’invio potrà essere effettuato esclusivamente via e-mail allegando le opere in formato elettronico).

5. Alle opere in concorso dovranno essere allegati i dati identificativi dell’autore: nome, indirizzo e numero di telefono. Le opere prive di tali dati saranno escluse dal concorso.

6. La Giuria è composta da: Giancarlo Bruschini (autore multimediale), Deborah D’Agostino (poeta e promotrice culturale), Massimo Nardi (giornalista), Massimo Pacetti (scrittore e consulente di comunicazione), Plinio Perilli (poeta e critico letterario), Bianca Maria Simeoni (giornalista e poeta), Raimondo Venturiello (scrittore e critico letterario).

7. Tutti i poeti ritenuti meritevoli dalla Giuria saranno pubblicati gratuitamente in un libro antologico intitolato “Poesia sociale e della pace”, nell’ambito della collana Antologie della Community delle Edizioni Artescrittura. Il libro verrà realizzato sia nella versione su carta che in formato elettronico, e quest’ultimo sarà distribuito via email ad un vasto indirizzario mirato: poeti, critici, giornalisti, scrittori, editori, università, scuole, biblioteche, istituti di cultura, ecc.

8. L’operato della Giuria è insindacabile. La partecipazione al Premio indica di per se stessa l’accettazione delle norme che lo regolano, inclusa la preventiva autorizzazione alla pubblicazione delle opere in concorso nel libro antologico di cui all’art. 7 (rimanendo i diritti di proprietà intellettuale in capo all’autore). Il trattamento dei dati personali sarà effettuato nel rispetto del D.Lgs. 196/03.

IN RETE

Autori Online:

http://www.autorionline.org/

Premio online “Poesia sociale e della pace”:

http://www.autorionline.org/?Premi_online

Giornale web "Gruppo Cultura Italia":
http://www.autorionline.org/downloads/giornaleweb_gruppocultura_01_2009.pdf
 

DANZA CROMATICA x IL MAESTRO RICCARDO SALDARELLI

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I colori hanno una vita propria e quando iniziano a danzare non li fermi più! Hai voglia a dire che è l’artista a controllarne i volumi, l’intensità e la tonalità, perché non è vero! In quanto sono loro a svincolarsi dal pennello, un attimo prima che tu lo voglia, con la stessa vivacità di una fiammella che si accende improvvisa, ardenti come la passione e liberi come il pensiero. Perciò dedico questo mio dipinto a un libero pensatore per eccellenza, al Maestro e Grande Artista RICCARDO SALDARELLI, a cui devo molto come fonte di ispirazione, e che all’inizio di quest’anno mi ha inviato gli auguri più graditi di un “SERENO 2009 PIENO DI ARTE, AMICIZIA E AMORE”. Grazie Maestro, questa “DANZA CROMATICA” è dedicata proprio a te!

Sito Ufficiale dell’Artista Riccardo Saldarelli:

http://www.riccardosaldarelli.it/

 

 

AUSTRALIA di Baz Luhrmann

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Lawrence… d’Australia, operazione nostalgia

recensione di Osvaldo Contenti

Il regista Baz Luhrmann, per sua stessa ammissione, con “AUSTRALIA” ha voluto ricomporre un affresco di avventure, di romanticismo e l’esotica atmosfera di terre lontane, che durante la giovinezza lo incantarono per il tramite della visione di film di genere epico come “Ben Hur”, “Via col vento” e “Lawrence d’Arabia”.

Una schietta motivazione che determina di per sé i limiti della pellicola. In quanto ogni “operazione nostalgia” comporta sempre l’alto rischio di scadere nella retorica e soprattutto nel già visto. Il che bandisce, a prescindere, come diceva Totò, ogni tentativo di rilettura critica di un tale periodo storico o di un’epopea.

>> SEGUE SU PALCOWEB.IT:

http://www.palcoweb.it/Argomenti/2009/australia/

Concorso Teatrale Femminile

Ricevo e molto volentieri rendo noto il seguente comunicato. FONTE: i.portici@libero.it

L’Assessorato alla Cultura del Comune di Imola in collaborazione con l’Associazione Culturale “I Portici” comunica che sono aperte le iscrizioni alla quattordicesima edizione del Concorso Teatrale Femminile “LA PAROLA E IL GESTO - PREMIO FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI IMOLA”.

Scadenza del bando: 24 aprile 2009

Per scaricare il bando:

http://www.associazioneiportici.it/Come_partecipare.html

ASSOCIAZIONE  CULTURALE “I PORTICI”

– Via F.lli Cairoli, 7 –  40026 IMOLA (BO) -  C.F. 90022110374 

Valerio Berardi

tel. 054227531 –  fax 054232732

i.portici@libero.it

info@associazioneiportici.it

www.associazioneiportici.it

 

LA CATTIVERIA

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Da giovane artista immaginavo la cattiveria come filtrata solo da un colore verdastro, con venature di tonalità acide e per questo rivoltanti. Ma era una visione puramente teorica e priva di nessi realistici. Perché, col tempo, ho scoperto che certe persone sono più verdi dentro che fuori. E che la cattiveria ha un suo ghigno particolare, effetto della più bieca delle azioni vigliacche, quella di colpirti alle spalle, in senso lato e non. Un proposito meschino, che ancor prima di attuarsi si esplica in un’espressione di perverso godimento. Una sgraziata smorfia somatica che la prima volta mi si parò dinanzi riflessa da uno specchio, mentre la persona che l’aveva impressa sul volto non comprese di essere stata vista. Infatti, girandomi, quella tale persona cambiò immediatamente espressione, convinta di non essere stata scoperta nelle sue fosche intenzioni. Così, da quell’esperienza di sorprendente e repentino camaleontismo, intrapresi degli approfonditi studi di psicosomatica, utili sia per ritrarre espressioni ambigue che per preavvertire la “presenza” della cattiveria. E adesso è un gioco da ragazzi leggere da un leggero tic di un sopracciglio o da una postura anomala le vere intenzioni di chi ho di fronte. Anche se, quando scopro chi esse sono, provo solo una profonda pena per questi individui in cui alberga un mefistofelico malanimo.

 

LA FURIA VENDICATRICE

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I bombardamenti e le stragi indiscriminate operate su Gaza hanno riattivato la rabbia delle vendicatrici. Infatti, le Erinni greche, e le corrispettive Furie romane, risvegliatesi da un sonno che affondava nel mito, si sono ridestate nelle forme di moderne Aletto, Megera e soprattutto di Tisifone, al fine di scatenare il loro urlo di madri depauperate dalla loro progenie con tutta l’ira di essere state private, sul nascere, da una prospettiva di pace e di possibile fratellanza.

 

 

NUOVO CORSO DI REGIA VIDEO

Ricevo e con molto piacere rendo noto il seguente comunicato. FONTE: formazioneattore@lasinovola.it

“La formazione del regista”
Nuovo Corso di regia video - con nozioni di montaggio e fonica.

 
Rivolto a maggiorenni, senza limiti di età e a numero chiuso, il corso si
caratterizza per l’immissione fin dal primo giorno nella pratica della
regia video. All’allievo verranno commissionati cortometraggi, in ordine
crescente di difficoltà, da girarsi con gli allievi dell’avviata scuola
di recitazione, nella prospettiva della costituzione di una casa di
produzione cinetelevisiva.
Oltre a fornire le fondamentali nozioni tecniche, il Nuovo Corso intende
formare una persona in grado di gestire la responsabilità di un progetto,
vedendo in questa qualità la condizione di partenza dell’essere regista.
 
Prerequisito tecnico da parte del candidato: il possesso di una telecamera
semiprofessionale e di un computer per i montaggi.
Il corso, della durata di cinque mesi, avrà luogo da febbraio 2009
all’interno del Nuovo Corso di recitazione cinematografica e televisiva
“La formazione dell’attore” diretto da Gigi Livio e Roberto Freddi -
e promosso dalla scuola di teatro “Sergio Tòfano”, diretta da Mario
Brusa e attiva a Torino dal 1990 con sede in Via Po, 43.
 
Per informazioni si prega di mettersi in contatto con la segreteria del
corso, nella persona della dott.ssa Elisa Bottero.
Tel. 333 90.51.012
E-mail: formazioneattore@lasinovola.it  - www.lasinovola.it

 

CHIAROSCURO ANTICO-MODERNO

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Nelle incisioni il chiaroscuro è determinato da una trama di linee più o meno fitte che stabiliscono lo stacco o la sfumatura tra pieni e vuoti. Ma nel caso di quest’opera ho voluto trasgredire la regola generale, marcando i rilievi del soggetto (il viso, i capelli e il panneggio) con dei tratti che a seconda della loro angolazione stabiliscono ciò che deve affiorare e ciò che deve affondare nel mare della movimentata superficie grafica. Infine, la cornice digitale introduce un forte elemento di contrasto fra tecnica antica e moderna, rammentandoci che il passato coniugato al presente è sempre il miglior viatico per addentrarci nel futuribile.

 

11 SETTEMBRE

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La strage di civili che si sta compiendo per le strade di Gaza, per ovvia assonanza, mi ha fatto tornare alla mente il massacro di persone inermi perpetrato l’11 settembre 2001 tramite l’attacco kamikaze alle torri gemelle di New York. E anche allora, come per l’opera “GAZA: L’ORRORE!”, presentatavi appena ieri, realizzai un collage digitale, intitolato “SEPTEMBER 11th” (che ora vi ripropongo), spinto dall’esigenza di visualizzare in una cronaca per immagini l’indicibile sofferenza causata da un’altra orribile carneficina. Una mattanza terrificante dalla quale l’umanità non sembra aver appreso nessuna lezione, come se tutto si risolvesse in “inciampi” della Storia, fatalmente ripetibili, come nei più sciocchi corsi e ricorsi vichiani. Quindi, dopo questa semplice riflessione, se fino a ieri provavo solo orrore, oggi aggiungo un sentimento di sdegno per l’ottusità dell’Uomo. Col forte sospetto che l’intelligenza superiore di cui siamo dotati, e di cui ci facciamo forti nei confronti del regno animale, sia solo il paravento di una congenita e cronica imbecillità.

 

GAZA: L'ORRORE!

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LA MODELLA TRISTE

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Se una modella quel tale giorno ha la luna storta e per suoi motivi esprime profonda tristezza, non posso fare a meno di empatizzare con tale disagio e trasferirlo nel ritratto che sto eseguendo. Perché, a mio avviso, le modelle non possono essere trattate come manichini, e quindi il rispetto per i loro sentimenti deve travalicare anche l’intenzione teorica dell’artista. In quei casi, insomma, sono convinto che debba essere lo stato d’animo della modella a stabilire il senso e la direzione dell’opera, e non il contrario. Cosa che ne “LA MODELLA TRISTE” risulta piuttosto evidente. E non solo per l’espressione malinconica della ragazza, ma anche per la scelta del nero come non colore di fondo, a cui ho sovrapposto delle pennellate “avvilite” e in un certo senso “svogliate”, marcando il tutto con una sorta di negativo fotografico, che, simbolicamente, vuole rappresentare il momento negativo vissuto dalla modella.

 

 

Cercasi attori e attrici per lungometraggio indipendente

Ricevo e con molto piacere pubblico il seguente annuncio. FONTE: film@lecosechesodime.com

 

 

Cercasi attori e attrici per lungometraggio indipendente

La produzione indipendente Le cose che so di me (www.lecosechesodime.com) è alla ricerca di attori e attrici protagonisti per la realizzazione del lungometraggio no budget "Autodafé", scritto e diretto da Emiliano Cribari.

Le riprese si svolgeranno nei mesi di Marzo e Aprile 2009.

Si prega di inviare il proprio curriculum e N.1 fotografia all'indirizzo di posta elettronica film@lecosechesodime.com.

 

Riconoscimento

Il film “Le mie solite cose” è stato segnalato nell’ambito del Premio Perini 2008, con la seguente motivazione: “Per l’interessante stile narrativo, volutamente provocatorio e recitato sopra le righe, nell’affrontare un riesame critico del suo ‘essere’ nella società contemporanea, con le sue luci (poche) e le sue ombre (molte)”.


ALTRI MONDI

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C’è solo matematica, geometria frattale, un pizzico di trigonometria e qualche algoritmo ad hoc a strutturare questa composizione che ho intitolato “ALTRI MONDI”. Col risultato che la scienza “esatta” svela la sua vera natura, quella astratta, simbolica, fatta di convenzioni talmente fragili tanto da frantumarsi, sfarinarsi e infine confondersi nell’incontro con l’arte, che di esatto non ha proprio nulla. Una dimostrazione per assurdo, quindi, che partendo dall’ipotesi di una scienza esatta ne dimostra l’esatto contrario, allorché la filosofia numerica decide di sposarsi con l’espressione artistica per fare poesia.

 

LA PITTRICE FRANCESE

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Minuta. Un corpicino da grillo e sempre pronta ad annusare freneticamente la vita in tutte le sue varianti libertarie. Prima di lei, immancabilmente, arrivava la sua nuvola di Chanel N° 5. E quel profumo persistente inebriava le nostre pazze serate di artisti, come se un po’ di Francia, molto dolcemente, avesse invaso una porzione d’Italia. Facile al sorriso, faceva finta di arrabbiarsi soltanto quando la apostrofavo scherzosamente come “un Modigliani vivente”, per via del suo lunghissimo collo. Poi, dopo soli tre mesi di permanenza italiana, tornò in patria, marcando il dolore di quella partenza con dei lacrimoni che non potrò mai dimenticare. Perciò preferisco ricordarla come nel ritratto che vedete, con quel naso perennemente all’insù e il collo tirato, come a cercare di sfiorare le nuvole di un’arte irraggiungibile.

 

BACIO

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Quest’opera non ha bisogno di spiegazioni perché mi pare proprio che si commenti da sé. Ma cos’è un bacio? Solo un apostrofo rosa tra le parole “t’amo”? Non direi… a me pare molto ma molto di più. Voi come lo definireste?

BUON TUTTO X TUTTO IL 2009!

OSVALDO :O)

  

 

CORSO DI MUSICAL DI MARIA GRAZIA FONTANA

Ricevo e con molto piacere pubblico il seguente annuncio. FONTE: PROVE APERTE on line dem@proveaperte.it

 

Corso professionale di Musical

A cura di Maria Grazia Fontana

 Le audizioni si terranno il 9 gennaio

Dopo il successo della scorsa edizione riparte “Andiamo in scena”, corso professionale di Musical diretto da Maria Grazia Fontana e promosso dal Saint Louis College of Music di Roma.

Un percorso completo ed approfondito suddiviso in 9 mesi di lezioni, da gennaio ad agosto 2009, lungo il quale un team di professionisti dello spettacolo seguirà l’allievo in ogni fase della preparazione artistica ed in ogni disciplina afferente al mondo del musical: canto, recitazione, coreografia, regia, scenografia, storia del musical.

La preparazione verrà integrata con stages ed incontri periodici con artisti famosi e specialisti del settore. Al termine del corso tra i partecipanti verranno selezionati alcuni dei nuovi interpreti del musical originale ’68, nato dalla collaborazione e dall’esperienza degli stessi docenti del corso, dando così ai giovani professionisti formati l’opportunità immediata di confronto con il mondo dello spettacolo. Si accede al corso solo tramite audizione.

Per maggiori informazioni visitate il sito www.slmc.it/andiamoinscena

Saint Louis Management  srl Via Cimarra 19 B  00184 ROMA Tel 06 4870017 Fax06 4740109 www.slmc.it

 

 

MURALES COMMEMORATIVO PER LA TRAGEDIA DELLA THYSSENKRUPP

Ricevo e molto volentieri pubblico il seguente comunicato. FONTE: scrivi@opiemme.com

L' associazione Monkeys Evolution, in collaborazione con le associazioni Legami d'Acciaio, Il Cerchio e le Gocce, Artefatti e il KNZ Creative Studio, inaugurerà alle ore 19.30 di Sabato 6 Dicembre 2008 un murales commemorativo per la tragedia avvenuta presso l'acciaieria Thyssenkrupp di Torino il 6.12.2007. Il 2 Dicembre sono iniziati i lavori sul muro sito in C.so Valdocco, tra Via S.Chiara e via C.I Giulio (Torino)

Il murales nasce da una richiesta dell' associazione Legami d'Acciaio, composta dagli operai e dai familiari delle vittime, alla Monkeys Evolution. Tra gli artisti selezionati per la collaborazione anche un imperiese, Mrfijodor (Fijodor Benzo), membro del noto collettivo artistico Opiemme (Organismi Poeticamente Modificati www.opiemme.com) e writer di  esperienza, da alcuni anni lavora con l'Associazione Il Cerchio e Le Gocce (www.ilcerchioelegocce.com ), attiva nell'ambito della riqualificazione urbana e della streetart.

Il risultato sarà un opera forte, basata sull'importanza della data e dell'ora in cui è successa la tragedia, come attimo da ricordare, dramma che si sarebbe forse potuto evitare, ma che sicuramente non dovrà ripetersi nel futuro. Un simbolo non solo per il singolo disastro, ma per tutte le morti bianche che riempiono quotidianamente le nostre cronache.

Immagini del lavoro:
http://www.fotolog.com/opiemme/17619528
http://www.fotolog.com/opiemme/17631629
http://www.fotolog.com/opiemme/17607149

ulteriori informazioni: scrivi@opiemme.com

L'AMICIZIA DI MARIA PEZZICA

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La pittrice Maria Pezzica, inviandomi la foto del dipinto che vedete in allegato, mi ha confessato di aver realizzato l’opera intitolata “AMICIZIA” pensando a me. Questo tipo di empatia è una prassi consolidata fra artisti. Ma, per quanto mi riguarda, a parte qualche ritratto del mio viso barbuto realizzato da delle colleghe, è la prima volta che un’artista mi dice di essersi ispirata a me dipingendo una tale opera. Un inedito che mi ha sorpreso non poco, in quanto non avrei mai immaginato di poter ispirare qualcuno. Ma da Maria Pezzica, in fondo, me lo sarei dovuto aspettare. Perché lei è un’artista davvero speciale, e non solo per le sue straordinarie doti artistiche, ma soprattutto perché in lei soggiornano degli impulsi d’arte estremamente idonei a configurare il dipingere come un atto d’amore, tra i quali vi è anche quello rivolto all’amicizia. Insomma, Maria è un’artista aperta al mondo delle idee ma anche a quello dei sentimenti! Cosa ormai rarissima, sia in campo artistico che altrove. Una doppia, simbiotica qualità per la quale desidero ringraziarla non solo per il pensiero rivolto a me, ma per quanto dimostra di saper veicolare a tutti, come artista e come persona.