Arte e pensieri di Osvaldo Contenti

un artista mostra e spiega le sue opere

Nudo femminile nell'ombra


Questo “Nudo femminile” ha tre distinti livelli di intervento artistico: uno pittorico, uno digitale e un altro parzialmente “cinematografico”. La figura, infatti, è una classica pittura in acrilico, mentre ciò che la circonda è trattato solo digitalmente. La fusione tra le due tecniche è funzionale al significato dell’opera: racchiudere la donna, sprofondata nell’ombra, in una sorta di aura surreale, tale da renderla eroticamente misterica. Per cui, l’intervento digitale diviene una sorta di “effetto speciale”, proprio come accade in cinematografia, quando il solo “fotografare” un soggetto non basta a caratterizzarne il sembiante astratto o simbolico. Ma anche l’inquadratura del soggetto, obliqua o sghemba che dir si voglia, attinge direttamente dal linguaggio cinematografico, in quanto stabilisce l’alterazione, l’inquietante innaturalità di una figura che non è esattamente come dovrebbe essere in uno stato di normalità. In conclusione, quindi, quest’opera, pur essendo un oggetto d’arte tout court, si dispone al dialogo sia con le tecniche digitali che con quelle cinematografiche, per una stimolante simbiosi di stili visivi, che a ben vedere ha già un illustre precedente nella corrente dell’iperrealismo. Vedere, ad esempio, l’opera “Nighthawks” (Nottambuli) del grande Edward Hopper.


Trasmigrazione e abbandono


Ecco una tecnica mista, acquarello e china, utilizzata per affrontare il tema della reincarnazione, detta anche “piccola morte” o trasmigrazione delle anime. L’idea mi è venuta leggendo Il vagabondo delle stelle, un bel romanzo di Jack London in cui il protagonista, Darrel Standing, riesce a uscire dal proprio corpo vivendo vari stadi della propria reincarnazione. Uno sdoppiamento dell’Io che ho provato a miscelare a un tipico momento di ”abbandono”, come si intuisce dall’espressione della donna che vedete in questo post. Enfatizzando il tutto tramite una grafica ispirata alla tecnica della solarizzazione fotografica, tesa e estraniare la figura pur tenendola incollata (tramite i netti passaggi di nero di china) alla sua stessa immagine. I flussi che si irradiano dalla figura, invece, sono una chiave simbolico-fumettistica per dare un senso di fuga del corpo verso altre dimensioni. Il tutto per un lavoro che mi ha permesso, per la prima volta, di unire la pittura alla “solarizzazione” e alla grafica fumettistica in una sola opera. Esperimento riuscito? Sono proprio curioso di sentire i vostri pareri.


Governo, lo famo strano?


La creatività italiana non ha davvero limiti quando si tratta di ideare nuove ipotesi di Governo. Eccone una lista, desunta dalle dichiarazioni di alcuni machiavellici uomini politici di centro-destra e di centro-sinistra. 

Governo anti DiCo: Il senatore De Gregorio lo voterebbe per salvaguardare il primato della famiglia tradizionale, in ciò idealmente appoggiato da tutti i divorziati e i conviventi dello schieramento di centro-destra.

Governo a punti: Quasi come per la patente, dopo un tot di voti in cui la maggioranza risultasse battuta, si tornerebbe tutti a casa indicendo nuove elezioni.  

Governo balneare: Durerebbe giusto il tempo per dar modo ai parlamentari e alle loro famiglie di prenotare le vacanze. Poi, tutti al mare!

Governo di larghe intese (o Governone): Si eleggerebbe come premier la sorellastra italiana del cancelliere Angela Merkel,  tale Dorothea Mercalli, la quale, mutuando la Grosse Koalition tedesca, inviterebbe tutti i parlamentari a unirsi in una colossale e inesauribile bevuta di birra, accompagnata dagli immancabili pizza e fichi nostrani.

Governo istituzionale: Si recluterebbe come premier un vecchio trombone della politica, tenendolo sveglio, e in vita, con un accanimento terapeutico di grande respiro polmonare.

Governo ponte: Il senatore Lombardo lo voterebbe, ma solo in cambio del progetto di fattibilità del ponte sullo stretto di Messina e dell’intera collezione di figurine Panini della locale squadra di calcio, che da bambino non è mai riuscito a completare.  

Governo Prodi-bis: Il più accreditato. Al premier sfiduciato si concederebbe ancora qualche bis canoro, col Berlusca  a fargli da controcanto in qualche canzone napoletana, più una toccante standing ovation a Camere riunite. Poi, tutti a casa a vedere la finale del Festival di Sanremo!

E voi per quale tipo di Governo optereste? Si accettano anche proposte inedite. 


Idea: Gianfranco Vissani Presidente del Consiglio!


La maggioranza di centro-sinistra è appassita perché c’era chi la voleva cotta e chi la voleva cruda? Prodi è bollito? Il Prodi bis sarebbe soltanto una minestra riscaldata? Beh, se i pressanti interrogativi politico-gastronomici che avvincono la nazione sono questi, direi che la soluzione è una sola: incaricare Gianfranco Vissani come nuovo Presidente del Consiglio! Naturalmente, all’uopo, se Vissani accettasse l’incarico (dal pizzaiolo più accreditato d’Italia: il Presidente Napolitano), tutto il Parlamento dovrebbe essere trasferito d’urgenza negli studi televisivi, opportunamente ampliati, de “La prova del cuoco”. Con Antonella Clerici magnifica conduttrice (ma eletta anche vice premier ad honorem) e con gli schieramenti politici divisi tra la squadre del Peperone verde per il centro-destra e del Pomodoro Rosso per il centro-sinistra. Il che darebbe il via a un nuovo tipo di democrazia gastronomica, diciamo così. Dove ogni gruppo presenterebbe una  ricetta economica o politica, da cucinare, come assaggino in diretta tv, passando per il vaglio del televoto delle massaie italiane, che, in tal modo, tra una pastasciutta e un involtino, preparerebbero oltre alla tavola anche i destini del Paese! Poi, il premier Vissani, da par suo, ad ogni trasmissione, dopo uno stacchetto danzante de “Le Sfogliatelle”, ci delizierebbe proponendoci il menu del giorno, sfruttando anche le croste di pane raffermo, per delle ricette atte a tener sotto controllo la bilancia commerciale. Infine, solo per i parlamentari della sinistra estrema, una deroga speciale dovrebbe prevedere che al loro fianco siedano anche le rispettive mogli, con tanto di mattarello in mano! Pronte a rifilare uno sdeng in testa ai mariti se a questi venisse solo il pensiero di votare contro i decreti della maggioranza. In tal modo avremmo sicuramente dei parlamentari impresentabili perché pieni di bernoccoli, ma almeno dei governi che durerebbero più della cottura di un tacchino!

Sabrina Ferilli in blu


Sempre per la fisima degli esperimenti, dopo aver realizzato il ritratto di Sabrina Ferilli in acrilico, ho scandito il dipinto per esportarlo nel pc, onde apportarvi una modifica strutturale e di stile. L’idea era quella di “posterizzare” il ritratto (rendendo più asciutte le sue tonalità) e, assieme,  marcare un senso più onirico rispetto a quello visibile nel lavoro originale. Al primo passaggio non ero ancora soddisfatto dell’immagine ottenuta, perché la varietà di colori ne disturbava la semplificazione. Per cui l’ho convertita in un blu monotonale. E già andava meglio. Ma mancava ancora quel qualcosa che frammentasse di etereo quella figura ancora un po’ rigida. Poi, l’inserto del frattale “a petali” ha risolto tutto. Il difficile è stato solo compensare la giusta densità proporzionale del primo piano del frattale rispetto al secondo della figura. Ma alla fine la fusione è riuscita. E il ritratto sembra affiorare, in trasparenza, tra finissimi petali di ambra blu.           


Bentornati Milly e Pino!


Tra la selva di foto di famiglia che ho deciso di passare allo scanner e inserire in un archivio digitale, ne ho trovata una in cui c’è una foto nella foto che non avevo mai notato prima. La foto nella foto appare appesa a una parete e per me ha un valore eccezionale, in quanto ritrae i miei genitori poco più che ventenni. Ed è stato a dir poco emozionante vederli riaffiorare in modo così fortuito e inaspettato, anche se l’immagine originale che li racchiude presenta dei macroscopici difetti: sfocatura, riflessi, graffi, abrasioni e quant’altro. Difetti che ho pensato bene di eliminare, almeno in gran parte. Così, un po’ come accade nel “Blow-Up” di Antonioni, e quasi con gli strumenti del “Blade Runner” di Scott, dopo aver scannerizzato quel particolare della foto a 300 dpi, vi ho lavorato sopra a diversi fattori di ingrandimento, restaurando, pixel per pixel, una foto altrimenti quasi illeggibile. Il risultato di questo lavoro da certosino digitale è quello che correda questo post. Piuttosto soddisfacente, direi. Il che mi ha permesso di tradurre, con buona approssimazione, anche il periodo in cui la foto venne scattata (probabilmente a Gorizia, data quella colonna che si vede sulla destra). Periodo che situerei in un lasso di tempo a cavallo tra il 1942 e il ’43, traducendo le decorazioni di guerra che appaiono sulla divisa dell’Aeronautica indossata da mio padre. Se così fosse, mio padre all’epoca doveva avere un’età attorno ai 25 anni e mia madre tre di meno. Dei ragazzi, insomma, e pure piuttosto affascinanti! Con mia madre Milena col suo tipico sorriso che le illumina anche gli occhi, e mio padre Giuseppe, invece, con quel cipiglio che in seguito gli valse il soprannome di “Napoleone”. Carissimi Milly e Pino, è stato un vero piacere incontrarvi di nuovo. D’ora in poi vi ricorderò sempre come apparite in questo ritratto.


Omaggio a William Blake


Quando ti imbatti nell’artista e poeta William Blake non ne esci mai incolume. Perché la scarnificante demolizione dei suoi versi-pittura ti lascia comunque dei profondi graffi, sia sul corpo che nella mente. Dopo puoi anche far finta che non sia successo niente, ma intanto le ferite bruciano… e il pensiero è infestato di nuove, orribili figure. Figure affatto eteree, in quanto affiorano, prepotenti, anche dalle colonne quotidiane di un normalissimo giornale del mattino. Così ti accorgi che ci sono sempre state. Ma, prima di Blake, non volevi vederle. Un’illuminazione, quindi. Ed ecco il perché del mio omaggio a questo artista-poeta. Con alcuni suoi versi, originali, inglobati in una mia opera, e la loro traduzione italiana nelle righe che seguono.      

Una Divina Immagine
La Crudeltà ha Cuore Umano
E Volto Umano la Gelosia
Il Terrore, l’Umana Forma Divina
E Veste Umana la Segretezza
La Veste Umana, è Ferro forgiato
La Forma Umana, un’incandescente Forgia
Il Volto Umano, una Fornace sigillata
Il Cuore Umano, la sua Gola famelica.

Bozzetto per vetrata


Sono passati la bellezza di ventinove anni dalla realizzazione del bozzetto per vetrata che vedete allegato a questo post. Ma non mi è affatto difficile ricordare le circostanze, molto particolari, che mi portarono a realizzarlo. Da una parte perché si trattò dei prodromi del mio primo lavoro da dedicare a una vetrata di grandi dimensioni. E poi perché la committente che mi incaricò dell’opera, una signora inglese, mi chiese esplicitamente di studiare un certo movimento storico prima di affrontare l’impegno artistico. Una richiesta davvero insolita, ma mossa da un motivo più che valido. Perché, Lady X, chiamiamola così per discrezione, desiderava che sulla vetrata venisse ritratta una sua antica parente, appartenente al nucleo delle prime suffragette britanniche. Le femministe ante litteram, insomma. Movimento del quale, nel 1978, avevo sentito parlare solo confusamente e per sommi capi. Per cui, accettato l’incarico, su invito della signora, passai diversi pomeriggi nel suo appartamento, leggendo ad alta voce, di fronte alla mia ospite, dichiarazioni e libri di Mary Wollstonecraft, Sibilla Aleramo, Anna Kuliscioff e di altre autrici. Scoprendo un mondo a me sconosciuto, fatto non di eroine di carta alla supergirl, ma di donne vere, sofferenti quanto battagliere. Poi, conclusi gli incontri di lettura, un dato pomeriggio la signora mi accolse nel salotto di casa con un sorriso emozionato che non le avevo mai visto. Perché tra le mani aveva un album di originali foto d’epoca, che ritraevano proprio quella lontana parente suffragetta di cui mi aveva parlato. Le foto erano bellissime e piene di vita. In quanto non si trattava solo di ritratti, ma soprattutto di donne in corteo tra l’allegro e il determinato. Fotografie che mi emozionarono non poco, perché mi rendevo conto di visionare una sorta di preziosissimo libro di Storia per immagini. Poi, gustando il solito, delizioso tè, attorniato da finissimi pasticcini, preparato dalla signora, assieme a lei scelsi la foto più appropriata da cui ricavare il ritratto di quella tale parente. A scelta fatta, però, arrivò un’altra richiesta della signora, cioè che lo stile della vetrata doveva caratterizzare una sintesi tra il Liberty e l’Art Déco. Con buona maniera le spiegai che la fusione risultava impossibile, dato che la fluidità del Liberty mal si accorda al geometrismo a zig zag del Déco. Per cui le proposi una versione moderna dell’Art Nouveau, temperando le sinuosità proprie di quello stile a una moderna stilizzazione di contorni e figure. In un successivo incontro le mostrai proprio il bozzetto che vedete. La signora ne rimase più che soddisfatta e quel disegno, assieme ad altri, fu la base del lavoro per la vetrata. Ma perché vi racconto tutto questo? Semplice. Perché giorni fa quella cara signora mi ha scritto una lettera. Una lettera profumata! Su carta lavorata a mano! E chi le riceve più meraviglie di quel genere!!! Ma a parte la forma (che comunque, per me, ha il suo peso), nella missiva la signora mi rivolge la preghiera di restaurare alcuni centimetri di quella famosa vetrata, a cui è andata via una parte del colore. Naturalmente le ho risposto di sì, a patto che possa risfogliare, assieme a lei, quel suo antico e “rivoluzionario” album di famiglia. “Rivoluzionario, dice…”, mi ha replicato per telefono. E con un umorismo tutto inglese ha aggiunto: “Sì, ma più che altro lo considero ottuagenario, data l’età della proprietaria. Non trova?”. Le nostre risate e un suo invito a un tè delle cinque hanno concluso la telefonata.


Sono tornati! Sono gli zombierre!


Un nuovo gruppo di zombie si aggira per l’Italia. Sono gli zombierre! Si autoproclamano PCPM, presumibilmente l’acronimo di: Persone Contorte Psichicamente Menomate. E come in un film horror-splatter, di infima categoria, sono assetati del sangue di chiunque mostri un soffio di vita e un libero pensiero. Sono riconoscibili dal loro farfugliare confuso, condito da strani dogmi marziani che spacciano, come psicolabili pusher, per marxiani. Non sono certo di sinistra, ma semplicemente sinistri, cupi. Ma dato che li conosciamo da tempo, ci fanno più pena che paura. Certamente bisogna stare attenti che non si prolifichino, perché il loro mefitico alito mortuario potrebbe stordire qualche anima pura. Ma, nella maggior parte dei casi, il lume della ragione e le risate al loro indirizzo sono capaci di scioglierli come neve al sole. Nei casi più gravi, invece, basta tenerli a distanza con un cheeseburger di McDonald’s, e intanto telefonare a una qualsiasi agenzia cinematografica per affidarli al casting di un prossimo film di Romero. Ammesso e non concesso che il regista sia disposto a girare un film con quei morti più deprimenti che viventi.

M’ILLUMINO DI MENO 2007

Giornata Internazionale del Risparmio Energetico

Per il terzo anno consecutivo Caterpillar (un programma Rai di Radio2) lancia per il 16 febbraio 2007 M’illumino di meno, la giornata nazionale del risparmio energetico, quest’anno diventata internazionale. Dopo il successo delle passate edizioni Massimo Cirri e Filippo Solibello chiederanno nuovamente agli ascoltatori di dimostrare come il risparmio sia una possibilità concreta e reale a cui attingere oggi stesso per superare i problemi energetici che assillano il nostro paese e gran parte delle nazioni del pianeta. L’invito rivolto a tutti è quello di spegnere le luci e tutti i dispositivi elettrici non indispensabili il 16 febbraio 2007 alle ore 18. Semplici cittadini, scuole, aziende, musei, gruppi multinazionali, astrofili, società sportive, gruppi scout, istituzioni, associazioni di volontariato, università, cral aziendali, negozianti e artigiani uniti per diminuire i consumi in eccesso e mostrare all’opinione pubblica come un altro utilizzo dell’energia sia possibile. In particolare, moltissimi ristoranti organizzeranno cene a lume di candela, mentre le amministrazioni locali forniranno il colpo d’occhio più spettacolare all’iniziativa effettuando spegnimenti simbolici delle grandi piazze italiane e dei monumenti più importanti (negli anni scorsi ad esempio l’Arena di Verona, il Duomo di Milano, la Mole Antonelliana di Torino, Palazzo Vecchio a Firenze, le piazze di Catania, Bari, Bologna, Palermo e tante altre). Nelle due precedenti edizioni M’illumino di meno ha contagiato centinaia di migliaia di persone impegnate in una allegra e coinvolgente gara etica di buone pratiche ambientali. Lo scorso anno si risparmiò, nella sola ora e mezza di durata della trasmissione, l’equivalente del consumo medio quotidiano di una regione come l’Umbria. La campagna di M'illumino di meno inizierà il 15 gennaio e si protrarrà per un mese fino al 16 febbraio (anniversario dell’entrata in vigore del protocollo di Kyoto). Caterpillar racconterà giorno per giorno le iniziative più originali, la preparazione delle piazze e dei comuni in Italia e all’estero, le idee più innovative di chi propone soluzioni per abbattere il grafico dei consumi energetici. Quest’anno l’iniziativa è patrocinata dal Ministero dell’Ambiente e dal Ministero delle Politiche Agricole.

e-mail: caterpillar@rai.it


L’uomo di plastica


L’uomo di plastica dell’opera che vedete è una specie subumana piuttosto comune, in specie negli agglomerati cittadini a più alta densità abitativa. Lo si riconosce a vista per via di certe sue  caratteristiche di marca imitativa. Infatti, indossa sempre cravatte a righine oblique, come quelle del capo, in quanto il solo pensiero di una cravatta su fantasia di Missoni lo terrorizza. Si nutre più che altro di cibi precotti, ad alto contenuto di colesterolo, ma dei quali è soddisfatto e si fida perché commercializzati da acclamatissimi marchi nazionali. Per lui i politici sono tutti uguali, quindi vota per quelli che, a naso, potrebbero garantirgli qualche giovamento nella carriera lavorativa. Va a messa ogni domenica e, dopo essersi confessato e aver ingurgitato il “corpo di Cristo”, fuori dalla chiesa pensa tutto il male possibile di ogni extracomunitario che incrocia per strada, perché gli amici gli hanno detto che non deve mai fidarsi di loro. Per lui le donne sono degne di ogni attenzione, ma solo se non parlano. Quindi, l’uomo di plastica ha rinunciato a scegliere e a pensare autonomamente. Ma anche l’uomo di plastica può tornare a vivere. Lo so, perché una volta ne ho incontrato uno. Non gli ho detto nulla della mia contrarietà sulle sue “scelte” di vita. Ma gli ho regalato un cd di Andreas Vollenweider, consigliandolo di ascoltare, da solo e in penombra, con particolare attenzione i brani “The White Winds”, “The White Boat” e “The Woman and the Stone”. Il giorno dopo l’uomo di plastica è andato ad acquistare una cravatta di Missoni. E poi ha cominciato a sorridere. Proprio come nell’immagine che vedete. Da allora siamo diventati buoni amici.

 


I diritti dei conviventi

Come altri milioni di italiani sono regolarmente sposato, ma non per questo mi sogno minimamente di negare i diritti e i doveri che mi competono alle coppie di fatto, ai cosiddetti conviventi. Siano essi parenti indiretti, coppie di amici, di omosessuali o di anziani con la volontà di assistersi a vicenda in vista di una lunga vecchiaia. Perché anche quelle sono forme di amore. E anche perché, più ampiamente, una società che espande i propri diritti a una più larga fascia di cittadini è ovviamente più libera, più giusta e più vivibile. Considerazioni lapalissiane, dettate da elementare buon senso, che credo incontrino la sensibilità della stragrande maggioranza degli italiani. Ma allora perché da parte del centrodestra e della Chiesa c’è tanto accanimento contro i diritti dei conviventi? Perché tanta paura di essere “normali”? Proviamo a ragionarci per venirne a capo. Prima di tutto, non vi pare che questa battaglia di retroguardia del centrodestra assomigli alla campagna antidivorzista del 1974? Anche allora tentarono di dirci che l’Italia non doveva essere un paese come gli altri, alla pari con le democrazie europee che ammettevano il divorzio. Che il divorzio era cosa pessima (anche se una parte degli esponenti del centrodestra era divorziato) e che le separazioni avrebbero portato al disfacimento dell’istituto famigliare. Nulla di tutto questo è avvenuto. La vostra famiglia ha forse risentito dei divorzi altrui? Avete amato di meno vostra moglie o vostro marito perché il vicino di casa si è separato dalla consorte? Non credo proprio. Ma adesso, grande novità, incombe lo spauracchio delle coppie omosessuali. Che orrore! Che scandalo se anche loro avessero i diritti di qualsiasi altra coppia sposata! Ma, in realtà, chi mai potrebbe negare quei diritti al regista Franco Zeffirelli (di centrodestra) e al suo compagno di vita? E vi sentireste di negare quegli stessi diritti alla vastissima schiera di omosessuali, dichiarati o meno, che rappresentano la crema della moda italiana nel mondo? Credo proprio di no. Ma allora perché tanta ipocrisia? Fra le tante risposte che mi vengono in mente, preferisco quella relativa all’antico motto latino “Divide et impera”, che riportato alla realtà odierna potrebbe tradursi in: fatti forte delle divisioni tra classi sociali per dominarle meglio. Ma questa finissima strategia ha un solo, piccolo difetto... quello di non prendere nemmeno in considerazione il fatto che buona parte degli italiani sia stufa di farsi la guerra su questioni inesistenti e, soprattutto, di farsi dominare!

 

Un uomo senza tempo


Ho realizzato diverse versioni di questo “Uomo senza tempo”. Quella che vedete è a china su carta pergamena. La scelta di questo tipo di carta, molto pregiata perché di pura cellulosa, indica la precisa volontà di miscelare una tecnica moderna a un supporto usato soprattutto in antichità. E la figura rappresentata, coerente a questa fusione tra antico e moderno, potrebbe appartenere all’oggi come a millenni fa. Perché ha lo scopo di rappresentarci tutti, in una summa di quel che siamo stati e di ciò che siamo. Come un albero secolare, il cui fogliame è esposto al presente, ma con delle radici ben piantate nel passato.


La lettera di Fabiana Raciti

Quelle che seguono sono le intense e mature parole pronunciate da Fabiana Raciti, figlia quindicenne dell’Ispettore capo della Polizia Filippo Raciti, lette durante la cerimonia funebre del padre, ucciso a Catania per niente di più che una partita di calcio. Tutti noi le abbiamo già ascoltate alla tv, ma riportandole in questo post intendo fissarle in una sorta di memoria scritta, per una lezione di civiltà da assimilare e trasmettere a persone di ogni età. Per dimostrare, nei fatti, la profonda gratitudine che dobbiamo a Filippo Raciti, il quale è morto, non dimentichiamolo, per  salvaguardare l’incolumità di cittadini come noi. Ecco la lettera di Fabiana al padre.     


"Ciao papino, è l'ultima occasione in cui tutti vedranno quanto ti voglio bene. Quando ho saputo della tua morte ho sentito qualcosa dentro di me che è difficile spiegare. Ho deciso di farmi del male, non mangiando e non bevendo più. Ma mi dicono che questi sono momenti difficili e bisogna farsi forza. La nostra vita non sarà più facile, perché tu eri bravo in tutto ma soprattutto nel fare il papà. Adesso spero solamente che la tua morte spinga la società a cambiare, perché tu sei un eroe. Io non riesco a stare senza di te, perché siamo uguali. Abbiamo gli stessi pregi e difetti, come grosse labbra e un ginocchio che dà qualche problemino. Sono e sarò sempre fiera di essere tua figlia".

La sollecita risposta del Ministro Melandri

La replica del Ministro Giovanna Melandri, in merito al mio precedente post relativo alla barbara uccisione dell’Ispettore capo Filippo Raciti, non si è fatta certo attendere. Ecco, infatti, di seguito, il testo integrale dell’e-mail inviatami da Lucia Urciuoli, Capo Segreteria del Ministro per le Politiche giovanili e le attività sportive. Che ringrazio, assieme al Ministro Melandri, per la sollecita risposta. Segno di un’attenzione concreta verso le istanze della stragrande maggioranza dei cittadini italiani.    

Caro sig Contenti

La ringrazio a nome dell’on Melandri per le sue parole, per le valutazioni che ha inviato e per i suggerimenti che si muovono nel solco delle iniziative allo studio da parte di questo Ministero

Cordialmente

Lucia Urciuoli

Ps. Di seguito una nota di ieri pomeriggio del Ministro Melandri

 “Le scritte apparse oggi a Livorno e Piacenza sono vergognose. Dai drammatici scontri di Catania e dalla morte dell’ispettore Filippo Raciti non sono passate neanche 24 ore che qualche irresponsabile si è reso protagonista di gesti indegni e gravissimi. Ancora una volta voglio esprimere il mio dolore e il mio cordoglio nei confronti della famiglia dell’agente ucciso ma, anche di quella del dirigente della Sanmartinese, Ermanno Licursi, anche lui vittima di questa non più tollerabile violenza che circonda il mondo del calcio. Ho già detto e ribadisco : il calcio si è doverosamente fermato ma non potrà ripartire finché non sarà chiaro a tutti, nelle diverse responsabilità, che esso deve anche cambiare profondamente. Il governo anche prima di questi tragici fatti stava già lavorando ad un radicale disegno di riforma del sistema calcio. Un diverso modello di gestione e di responsabilità sulla sicurezza degli stadi , insieme alla nuova disciplina sui diritti tv e sulle società professionistiche, è necessario per voltare finalmente pagina dopo molti anni di ritardo. L’Italia ha un preciso dovere: uscire da calciopoli restituendo credibilità, trasparenza ,un nuovo equilibrio competitivo, ed estirpando la violenza dal mondo dello sport”.

Nota stampa

Durante tutta la giornata di oggi al Ministero delle Politiche giovanili e Attività sportive si sono svolte riunioni tecniche preparatorie in vista del vertice che governo e autorità sportive terranno nella giornata di lunedì. Coordinati dal ministro Giovanna Melandri e dal sottosegretario Giovanni Lolli, i tavoli tecnici hanno analizzato i drammatici fatti di Catania, mettendoli in relazione alla legislazione vigente e verificando l’efficacia della stessa. L’indicazione generale emersa è quella di voltare pagina una volta per tutte attraverso soluzioni normative e tecniche che, in vista del vertice di lunedì, devono rispondere alla necessità di far ripartire i campionati in condizioni totalmente diverse.

Gli approfondimenti hanno riguardato diversi ambiti di intervento ed iniziativa, non solo quelli relativi all’ordine pubblico ed al diritto penale ma anche quelli relativi ad una nuova politica di gestione degli stadi ed alle iniziative necessarie per far crescere – soprattutto tra i ragazzi - la cultura della sportività e della correttezza.

In queste ore sono proseguiti i contatti tra il ministro Melandri ed vertici del Coni e della Figc , al fine di concordare una proposta condivisa tra governo e autorità sportive. Prima della riunione di lunedì a Palazzo Chigi, infatti, il Ministro Giovanna Melandri incontrerà il Ministro dell’Interno Amato, il presidente Petrucci e il commissario Pancalli.

3 febbraio 2007

Lucia Urciuoli

Capo Segreteria Ministro Melandri

Largo Chigi 19, 00187 Roma

tel 06.67792949 - fax 06.67792040

www.pogas.it www.politichegiovaniliesport.it  

 

Wes Craven!


Pizzicato in un’espressione molto naturale durante il photocall del suo film “Red Eye”, ho in seguito trasferito l’immagine di Wes Craven sullo sfondo di una mostra di modellini teatrali, che ben si adattano alle pellicole horror del grande regista di Cleveland. Il quale, oltretutto, in conferenza stampa si è rivelato un gran simpaticone, lanciando battute autoironiche sul suo modo di interpretare la realtà tramite “maschere” terrorizzanti. In netto contrasto con quella che, a suo dire, è invece un’esistenza tranquilla da normale gentleman dell’ Ohio. Una dicotomia sotto controllo, diciamo così, che ne fa un sorta di “Jekyll e Hyde” dei nostri tempi. Che tipo, eh?

 


Maggiori controlli, severit e cultura sportiva

L’ispettore capo Filippo Raciti è stato ucciso per una partita di calcio, quindi per futili e assurdi motivi. Ma, a mio avviso, anche a causa di un lassismo del potere politico, che per troppo tempo ha lasciato campo libero a dei delinquenti mascherati da tifosi. Urgono dunque misure drastiche per debellare, una volta per tutte, questo cancro antisportivo. A cominciare da un inasprimento delle pene per i tifosi violenti, e istituendo maggiori e migliori controlli ottici, tramite telecamere, per individuare con certezza i teppisti presenti negli stadi. Oltre a questo, però, rivolgendomi direttamente al Ministro per le Politiche giovanili e le attività sportive, Giovanna Melandri, e al Ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, auspicherei da parte loro un maggior coinvolgimento delle istituzioni pubbliche in merito alla Cultura Sportiva, che diventando materia curricolare potrebbe apportare un beneficio preventivo alle nuove generazioni, con ricaduta pressoché immediata sulla società che li circonda. Inoltre, educando i futuri, adulti cittadini al rispetto, alla lealtà verso gli avversari e alle regole di convivenza civile, credo si onorerebbe implicitamente l’abnegazione, l’impegno e il sacrificio dell’ispettore ucciso a Catania.

   

Il collasso ambientale

Questa volta è proprio il caso di dire che la notizia era nell’aria. Ma l’odierno Rapporto della commissione Onu, denominata Ipcc (acronimo di Intergovernmental Panel on Climate Change), ormai non lascia dubbi in merito alle conseguenze, a breve e lungo termine, del surriscaldamento globale causato dall’emissione di gas a cosiddetto “effetto serra”. Infatti, per gli esperti delle Nazioni Unite riuniti a Parigi, entro il 2100 lo scioglimento dei ghiacciai potrebbe portare a un innalzamento dei mari sino alla soglia dei 59 centimetri. E la temperatura della superficie terrestre potrebbe salire dagli 1,8 ai 4 gradi centigradi in ogni angolo del pianeta. Una condizione di estrema sofferenza ambientale che metterebbe a rischio la sopravvivenza di circa un miliardo di persone. Il che ha provocato l’immediata reazione di Stephanie Tumore, responsabile di Greenpeace International, per la quale: "Il messaggio ai governi è chiaro: c'è una finestra di tempo per agire che si sta restringendo in fretta. Se il rapporto del 2001 era un invito a svegliarsi, quest'ultimo è una sirena che urla". Ma proprio traendo spunto dalle parole della Tumore, mi chiedo fino a che punto i governi prenderanno sul serio le conclusioni dell’Ipcc, invece che scambiarle, come spesso hanno fatto, per i vaneggiamenti apocalittici di scienziati e ricercatori in cerca di visibilità.

          

Zucchero & Sugar, due anime in una


Il Soul Man italiano per eccellenza è il fantastico Zucchero Fornaciari. Ma, secondo me, nella sua musica convivono due anime: una legata agli States (meglio dire alla Louisiana) e l’altra prettamente mediterranea. Per questo, quando l’ho ritratto in foto, diversi anni fa, rielaborando l’istantanea al pc ho sdoppiato a specchio la sua immagine. Ponendo a sinistra uno Zucchero più solare, e quindi più italiano, e a destra uno Sugar più incline alle avvolgenti sonorità di New Orleans. E credo proprio che Zucchero sia d’accordo con questo concetto di due anime che si fondono in una sola, dato che egli stesso ha coniato il binomio Lunisiana Soul, per marcare la fusione tra le parole Louisiana e Lunigiana in un emblematico neologismo.